giovedì 23 novembre 2023
Filippo La Torre: Morte di un bambino di campagna - Tratto da: La primavera della strummula. Romanzo.
mercoledì 22 novembre 2023
Novità e-book: Noir all'improvviso di Cecilia Lavopa
lunedì 20 novembre 2023
Sconto del 20% sui volumi della Collana Risorgimentalia dal sito www.ibuonicuginieditori.it
mercoledì 25 ottobre 2023
Filippo La Torre: Che cosa scriverebbero oggi le mie mani senza memoria? Tratto da: La primavera della strummula. Romanzo
Non possiedo diari ingialliti e sgualciti, sepolti dalla polvere come se fossero reliquie, e meno male, perché sicuramente avrei avuto maggiori rimpianti. Da allora, sono passati più di sessant’anni, mi rimaneva tanto tempo da vivere ed era abbastanza lontano il declino della mia vita. Quando iniziai a scavare in fondo tra le pieghe della mia memoria, trovai tante difficoltà: alla terra fertile e nera si alternavano massi gravidi d’incognite. Facevo fatica per portarli a galla e più i pozzi erano profondi, più le mie mani si riempivano di ferite. Non avrei voluto ma allora desistetti. Lasciai andare in basso le corde che sfregavano le mie mani e l’anima e mi sussurrai: «Meglio così, scriverò molto di risorte sensazioni e poco di sicure certezze».
Alcune di queste mie memorie sono molto nitide e hanno radici forti nella mia mente come se fossero scolpite nella ciaca più dura, anche se peccano di un filo cronologico. Altri ricordi sono annacquati dal tempo e la loro solidità è incerta ma sono mantenuti vivi da forti e brevi emozioni. Ancora oggi.
Nacqui in una stalla e non c’era nemmeno una finestra, nemmeno una grata a lasciare fuori luci e suoni. Tutto quello che sarebbe venuto dopo, era solo libertà. E così fu, ma solo per cinque brevi anni. Il seguito lo troverete martoriato di buoni e cattivi sentimenti che si alternano quasi alla rinfusa in episodi di vita e in storie che mi hanno sfiorato nelle calde giornate d’estate, le uniche dove mi era permesso di vivere anche la vita degli altri, rubandone ogni tanto delle sbrizze. Il Baglio, dove per la prima volta aprii gli occhi, era un grande palcoscenico e i teatranti si alternavano, anno dopo anno, vivendo la loro inconsapevole recita".
martedì 24 ottobre 2023
Un nuovo volume si aggiunge alla Collana Albatro Randagio: La primavera della strummula di Filippo La Torre
Non sono riuscito a liberarmi dalle innumerevoli sfumature di grigio che in alcuni momenti affogano nel nero più nero, ma questa è stata la mia vita e quella di tanti bambini cresciuti come me ai margini della società e che soltanto un destino ferocemente avverso ha deviato dalle strade tracciate. Così il paradosso che li insegue di avere la sorte avversa per vivere".
martedì 10 ottobre 2023
Febo della Minerva: L'Africa di Palermo. Tratto da: Il pazzo che piacque a Dio. Biografia di padre Giovanni Messina
Febo della Minerva: La parte di Palermo da Villa Giulia a Romagnolo... Tratto da: Il pazzo che piacque a Dio. Biografia di padre Giovanni Messina
Febo della Minerva: 21 marzo 1896. Tratto da: Il pazzo che piacque a Dio. Biografia di padre Giovanni Messina
Da ragazzetto era stato al Seminario. Poi ne era uscito portandosi dentro una coscienza allenata al dovere fino al sacrifizio.
venerdì 15 settembre 2023
Santo Lombino e Domenico Michelon: Barricate a Palermo. La rivolta ibrida del Sette e Mezzo.
La rivolta, che per i giorni della sua durata fu chiamata “Il Sette e Mezzo” aveva le stesse caratteristiche di quelle dei decenni precedenti e i ribelli erano spesso guidati dagli stessi capisquadra che avevano agito in quelle occasioni, ma le forze governative e la stampa nazionale, nel timore di perdere prestigio a livello internazionale, la bollarono come espressione di “barbarie e inciviltà” e frutto di manovre della nascente mafia.
Il governo Ricasoli nominò Commissario straordinario il generale Raffaele Cadorna che giunse in Sicilia quando il moto popolare era ormai spento. In violazione dello stato di diritto, Cadorna ordinò l'ennesimo stato d'assedio con coprifuoco, disarmo generale, arresti indiscriminati, tribunali militari di guerra.
La ferita nel rapporto fra classi dirigenti e popolazione dell'Isola non si rimarginerà nei decenni successivi e rimarrà irrisolta la “quistione siciliana”.
Il volume si compone di quattro parti. La prima ripercorre le vicende politiche in Sicilia dal plebiscito del 1860 in poi, esamina le cause prossime e remote del malcontento popolare, l'atteggiamento delle classi dirigenti nazionali nei confronti dell'Isola, le forze e i gruppi politici attivi a Palermo e provincia in quegli anni, i giudizi che della sommossa diedero gli organi di stampa. gli esponenti governativi e i testimoni dell'epoca. La seconda parte consente al lettore di seguire giorno per giorno, a volte ora per ora, lo svolgersi della sollevazione popolare e la reazione delle autorità politiche, militari, amministrative, non solo nel capoluogo ma anche nei centri della provincia di Palermo. La terza parte presenta le biografie dei principali personaggi che prepararono e agirono durante e dopo l'insurrezione. La quarta e ultima parte è un'ampia guida ragionata ai luoghi del "Sette e Mezzo", alle strade e alle piazze che furono teatro degli scontri con i fucili o all'arma bianca, ai palazzi, alle prigioni e agli edifici privati o pubblici assaliti dagli insorti. Di questi ultimi sono seguite le vicende urbanistiche e architettoniche precedenti alla rivolta e quelle verificatesi nel corso del secolo e mezzo che va "dalla settimana della repubblica e di anarchia" ai giorni nostri.
Santo Lombino e Domenico Michelon: Barricate a Palermo. La rivolta ibrida del Sette e Mezzo.
Pagine 181 - Prezzo di copertina € 17,00
Copertina di Giuseppe Lo Bocchiaro (Barricate ai Quattro Canti)
Disponibile dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it
Disponibile su tutti gli store di vendita online e in libreria.


















