Tutti i volumi sono disponibili: dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it (consegna a mezzo corriere in tutta Italia), su tutti gli store di vendita online e in libreria. Gli e-book sono disponibili su streetlib store e tutte le piattaforme online.

lunedì 27 novembre 2023

Nuova pubblicazione di fra' Domenico Spatola edita I Buoni Cugini editori: A quale Santo votarsi? Un Santo al giorno

In questa nuova pubblicazione fra' Domenico Spatola illustra, in sequenza da calendario, la vita di tutti i Santi per dare vita a un volume che raccoglie un insieme di personalità differenti, di vite più o meno conosciute, di esempi da seguire, di storie da conoscere… E alla fine è spontanea la domanda: A quale Santo votarsi? 
I brani, narrati in prosa, sono intervallati da alcune poesie.

Sono Santi
tutti quanti?
Cerco il metro
e non arretro
a misurar la santità. 
Essa è solo carità
che, come figlia, 
a Dio assomiglia. 
Vedo mamme laboriose, 
vedo spose
e come rose
vedo bimbi 
come limbi
che di pace dànno idea.
Mentre rea
quanto insensata
è la voglia assatanata
della guerra, 
che in Terra
ha sua dimora. 
Vogliano i Santi, alla buonora
dare pace
loro face
luminosa, che arrida
e non sarà più corrida
la vita sulla terra
per l'infinita guerra.
Il motivo è da cercare, 
dove si possa ritrovare: 
nell'umano e triste cuore, 
quando vive senz'amore.
Oggi i Santi, 
tutti quanti, 
chiedono a ognuno nuovo impegno
per costruire il divin Regno. 

Fra' Domenico Spatola 

Pagine 223 - Prezzo di copertina € 13,00
Il volume è disponibile:
dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it (consegna a mezzo corriere in tutta Italia)
Su tutti gli store online e in libreria. 
Inoltre è disponibile: 
Presso la parrocchia di Santa Maria delle Grazie in San Lorenzo ai Colli (via delle Ferrovie 54/b) 

Mercoledì 6 dicembre alle ore 17:00 presso lo Stand Florio di Palermo presentazione del romanzo: L'estate dei microbi. Accadde a Romagnolo - di Giulia e Antonio Petrucci


L’estate dei microbi trae spunto dai fatti che a Palermo diedero inizio al degrado della costa di Romagnolo, un tempo famosa per la sua bellezza e successivamente distrutta dagli abusivismi edilizi e dalle discariche, come a voler continuare l’opera di devastazione iniziata al Foro Italico dopo la seconda guerra mondiale. Il degrado della zona è andato avanti nel tempo, ma alla fine degli anni ’60, epoca in cui si svolge la storia, c’erano ancora gli Stabilimenti balneari dove i palermitani, sia di nobili che di umili origini, vivevano il mare tra tuffi e giochi; divertimenti che continuavano anche dopo il tramonto del sole, nelle serate danzanti dell’orchestra sulla “terrazza a mare”, e nei tantissimi ristoranti che circondavano i lidi. Un romanzo in cui sullo sfondo di una realtà a noi vicina si muovono personaggi di fantasia: i quattro fratelli Guiscardi e i loro figli, caratterialmente diversi ma tutti uniti in una lotta per l’onestà, per la difesa del mare e dello Stabilimento balneare in un tempo in cui tutto, istituzioni comprese, erano in mano a corruzione e mafia. Immagini poetiche quelle dei “Bagni di mare”, di un tempo che fu della vecchia Romagnolo, di un mare pulito, curato e invitante che i palermitani di oggi non sanno o non riescono neppure a immaginare...

www.ibuonicuginieditori.it 

 

venerdì 24 novembre 2023

Novità I Buoni Cugini editori: Uno shuttle tra gli scrittori. Raccontare vale sempre la pena - di Calogero Sanfilippo.

L’Operazione Shuttle è un’operazione fatta dalle persone per le persone. È una delle frasi che probabilmente ho ripetuto di più in questo libro, perché è uno dei concetti per me fondamentali, quello da cui ho sempre cercato di farmi guidare non solo in questa ultima emozionante avventura, ma in tutta la mia carriera. Lo scopo principale, in fondo, non è mai stato quello – o almeno, non soltanto – di rimettere in piedi un business, ma di avere un impatto positivo sulle persone che lo abitano, che al suo interno lavorano e che, di fatto, lo rendono vitale. Poter vivere le esperienze di queste persone attraverso le loro stesse parole. Girare per la galleria del centro commerciale e vedere dipendenti ed operatori orgogliosi di quello che l’Operazione Shuttle aveva determinato nella loro vita. Per alcuni era stato un salto nel buio, l’opportunità per iniziare un’esperienza che altrimenti non avrebbero mai pensato potesse essere alla loro portata. Per altri era stato un modo per rialzarsi dopo una caduta. Per altri ancora, aveva significato partire per un viaggio alla scoperta di se stessi, fino a prendere consapevolezza delle proprie capacità e della possibilità che potevano e dovevano darsi di spiegare le ali e volare.
“Le persone sono sempre il cuore di ogni centro commerciale”, mi aveva detto una volta il Cavaliere Russo, ed era una lezione che non avevo mai più dimenticato, che avevo fatto mia in ogni modo possibile.
Lasciate, dunque, che vi presenti il cuore di Le Vigne: le persone; quelle che hanno imparato a credere nel centro ed in loro stesse; quelle che, ancora oggi, lo rendono ciò che è.
Un posto in cui le cose belle accadono veramente.

Uno shuttle tra gli scrittori: un’idea assurda, impossibile, irrealizzabile.
Sono aggettivi che ho sentito tante volte nella mia vita, ma mai come a febbraio 2022, quando ho lanciato l’Operazione Shuttle. Il suo compito, uno solo: rimettere in carreggiata il centro commerciale Le Vigne, travolto da una pandemia che non aveva risparmiato nulla e nessuno nella sua avanzata. 
Ma se questa fosse l’unica storia da raccontare, questo libro oggi nemmeno esisterebbe. Perché l’Operazione Shuttle è fatta di tante storie, poche delle quali hanno a che fare solo col business. 
È fatta di idee, rivoluzionarie e bislacche, di passione, del coraggio di continuare a sperare, a crederci, sempre e nonostante tutto; è fatta di risate, pianti, cadute e risalite. Di trasparenza e sostenibilità. Di persone, con le loro contraddizioni e la loro semplicità, meravigliose e complesse come solo le storie delle persone sanno essere; è fatta di tutto ciò che è impossibile riassumere in un contratto, nel resoconto di un fatturato, di un atto d’acquisto o di cessione. 
Questo libro è il tentativo di raccontare tutto questo, di raccontare cosa significhi costruire uno shuttle tra gli scrittori. 
Raccontare tutte le mani, la determinazione, la testardaggine e la sana follia che ci vogliono per realizzarlo. Salite a bordo con noi, allora.
Questo pazzo meraviglioso shuttle sta per partire.

 Calogero Sanfilippo: Uno shuttle tra gli scrittori. Raccontare vale sempre la pena.
Pagine 209 - Prezzo di copertina € 15,00
Disponibile dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it (consegna a mezzo corriere in tutta Italia)
Disponibile su tutti gli store di vendita online e in libreria. 


giovedì 23 novembre 2023

Filippo La Torre: Fine agosto del 1951. Tratto da: La primavera della strummula

Quella mattina di fine agosto, i frutti avevano già raggiunto la grandezza di piccole mele. Mentre la mamma mi vestiva, mi ripeteva tante parole dolci e mi stringeva a sé come non aveva mai fatto.
Il mio corpo era stato cosparso di borotalco. Indossai un vestitino grigio di matapollo che lei stessa mi aveva cucito. Ai piedi avevo le scarpe di pelle lucida con le fibbiette nere regalate da nonna Paola. 
Il giorno era particolare. Le vicine di casa vennero come in processione a baciare i miei capelli. Mi accarezzavano e mi stringevano.
La signora Orsolina si presentò tenendo tra le mani un uovo bollito ancora caldo. Lo consegnò a mia madre dicendo:
«Chistu è pi Filippeddu».
Fu il regalo più gradito di quel giorno. La mamma mi mangiava con gli occhi dalla tenerezza. Non faceva che ripetere:
«Si troppu eleganti. Pari un cristianeddu giustu».
Mi sentivo a disagio. Non riuscivo a dire mezza parola. Poi, dopo avere pettinato i miei capelli con la riga di lato, continuò:
«Filippo, ora pigghiamu u filobus pi iri in un palazzu ranni. Ci sunnu tanti picciriddi e delle signore che ti vorranno bene. Facemu a prova pi una simana. Si nun ti piaci di stari cu iddi, fra setti jorna ti vegnu a pigghiari».
Io la osservavo freddo come un pupazzo di pietra. Forse avrebbe desiderato parole di conforto anche per lei ma io non potevo dargliene.
«Fai u bravu, mi raccomannu!» quasi m’implorava, e il mio cuore era così gonfio che nel petto non c’era più spazio e mi sentivo soffocare.
Prendemmo il viottolo che da casa mia portava a Pietratagliata e poi in Corso Calatafimi, la strada più larga e lunga che conoscevo, e ancora il filobus numero nove per scendere nella piazza larga, quella con la statua di un signore a cavallo. Era un cavallo grande con sopra un soldato con i baffi che teneva una mano sul fianco. Poi salimmo sopra un altro filobus, il numero uno. Dopo aver attraversato tante altre vie tutte grandi e alberate, scendemmo alla fermata di una piazza piccola con al centro la statua in marmo di un signore distinto con barba e baffi, vestito con un cappotto lungo, anch’esso di marmo. Di fronte c’era un albergo o almeno credevo che lo fosse. Ancora non sapevo leggere ma mi stampai la scritta nella memoria. All’ingresso un uomo vestito da generale con cordoncini dorati sulle spalle, camminava con la schiena curva. A destra una strada alberata. Alla fine della strada il collegio con la scritta in metallo che non luccica.
Questo memorizzai durante il mio viaggio per pianificare una fuga, ma l’angoscia era figlia della consapevolezza di una evasione impossibile.

Filippo La Torre: La primavera della strummula. Romanzo. 
Pagine 270 - Prezzo di copertina € 22,00
Sconto del 15% se acquistato online al sito www.ibuonicuginieditori.it (consegna a mezzo corriere in tutta Italia)
Disponibile su tutti gli store online (anche in e-book) e in libreria presso:
La Feltrinelli libri e musica (Via Cavour) La Feltrinelli (punto vendita centro commerciale Conca d'Oro), Libreria Nike (Via Marchese Ugo 56), Libreria Macaione (Via Marchese di Villabianca 102)

Filippo La Torre: Morte di un bambino di campagna - Tratto da: La primavera della strummula. Romanzo.

 
Non avrei potuto più fare gare di nuoto nelle gebbie con i miei amici. Il rammarico mi restava dentro, silenzioso. Mi torceva lo stomaco. Avevo imparato tuffandomi dal bordo sempre viscido di quelle vasche. In abbrivo raggiungevo la sponda opposta e i brividi si spartivano in egual modo tra l’acqua fredda e la paura. Le prime volte la distanza tra le due sponde era di quattro metri e mi sembrava un’eternità, poi cambiai gebbia per una di cinque e finalmente raggiunsi l’infinito a sei, nella grande vasca chiamata con dispregio gebbiazza.
A ragion veduta non godeva di buona fama: vi era morto un bambino, annegato. Lo trovarono affunciato come un tappo di carne molle nello scarico che sfociava in un canale. Una spinta insufficiente delle gambe o un colpo di reni dato male ci avrebbe fatto colare a picco senza possibilità di risalita, ammantati da un tetto liquido. Non sempre c’era con noi un adulto per intervenire in caso di pericolo. Imparai in breve tempo a galleggiare. Ne bevvi tanta d’acqua putrida mista a veloci pulci d’acqua, puzzolente di malaria e di morte, ma non ricordo mai di avere avuto problemi intestinali. Forse perché, in quel tempo, metà della mia forzata dieta giornaliera era a base di limoni grattugiati con dolcezza sulla ruvida pietra d’Aspra. Allora, anche se bambino, ne avevo istintiva consapevolezza e i limoni liberati dalla scorza, li addentavo avido con i miei incisivi forti e taglienti dallo smalto vivo e delicato.
Ci sapevo fare, eccome! Gareggiavo anche con i più grandi e quello stupido di Peppino Macaluso morì nella gebbia profonda di don Ciro solo per avere osato sfidarmi. Era testardo e volitivo, Peppino, e aveva solo otto anni. Voleva prendere più pietre di me sul fondo della vasca e il lippo traditore lo avviluppò alle gambe e non lo fece risalire più. Forse aspettammo troppo e la morte lo abbracciò. Guardavamo le bollicine che salivano, salivano e forse parlavano, forse gridavano lanciandoci messaggi lancinanti di aiuto che non conoscevamo, finché scomparvero in un gorgoglìo. L’acqua rimase immobile e senza più voce. L’incoscienza della nostra giovane età si arrogava il potere dell’immortalità e l’idea della morte, a cinque anni, nemmeno ci sfiorava. Anciluzzu ed io ci tuffammo e lo ripescammo, sporco di fango, appiccicato dappertutto che sembrava colla. Eravamo convinti che Peppino scherzasse, che fingesse di essere morto e strantuliannulu gli dicevo:
«Peppino, ora finiscila. Amunì, arruspigghiati!»
Lo pizzicavo sulla faccia fino a fargli male ma Peppino era morto per davvero e forse lo avevo sempre saputo. I filamenti verdi del lippo che aveva respirato gli fuoriuscivano come radici sottili sia dalla bocca sia dal naso. Diventai freddo, anche se il sole picchiava sulla mia testa senza pietà. Inutilmente cercai conforto per me stesso. Le labbra mi tremarono, prossime al pianto...

Filippo La Torre: La primavera della strummula. Romanzo. 
Pagine 270 - Prezzo di copertina € 22,00
Sconto del 15% se acquistato online al sito www.ibuonicuginieditori.it (consegna a mezzo corriere in tutta Italia)
Disponibile su tutti gli store online (anche in e-book) e in libreria presso:
La Feltrinelli libri e musica (Via Cavour) La Feltrinelli (punto vendita centro commerciale Conca d'Oro), Libreria Nike (Via Marchese Ugo 56), Libreria Macaione (Via Marchese di Villabianca 102)

mercoledì 22 novembre 2023

Novità e-book: Noir all'improvviso di Cecilia Lavopa

Cristina, Ester, Michele, Irene. Solo alcuni nomi di gente comune descritta in scene di vita ordinaria che all'improvviso si trova catapultata in un terribile incubo. Quindici racconti neri, quindici storie che nascondono il male che si annida dove meno te lo aspetti. Atmosfere di pericolo, di disagio e di paura fanno da sfondo alle vicende nelle quali anche il lettore potrà immedesimarsi, in un crescendo di suspense e di orrore...
Ritorna in e-book la raccolta noir di Cecilia Lavopa, illustrata da Michele Finelli. 
Disponibile su Streetlib Store al link: 
https://store.streetlib.com/novita/noir-allimprovviso-744047/
su Amazon e su tutti gli store online. 
www.ibuonicuginieditori.it 

lunedì 20 novembre 2023

Sconto del 20% sui volumi della Collana Risorgimentalia dal sito www.ibuonicuginieditori.it

Sconto del 20% sui volumi della Collana Risorgimentalia acquistando dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it:

Isidoro La Lumia: Carlo Cottone principe di Castelnuovo
Pippo Lo Cascio: L'ombra del re Sole in Sicilia. La guerra civile di Messina 1674-1678
Giacomo Pagano: Sette giorni d'insurrezione a Palermo. Avvenimenti del 1866
Giovanni Raffaele: Le torture in Sicilia al tempo dei Borboni
Spiridione Franco: Francesco Bentivegna. Storia della rivolta del 1856 in Sicilia.
Consegna a mezzo corriere in tutta Italia
Ordina dal sito www.ibuonicuginieditori.it oppure contattaci alla mail ibuonicugini@libero.it, al cell. 3457416697/3894697296, al whatsapp 3894697296. 

mercoledì 25 ottobre 2023

Filippo La Torre: Che cosa scriverebbero oggi le mie mani senza memoria? Tratto da: La primavera della strummula. Romanzo

 "Che cosa scriverebbero oggi le mie mani senza memoria?
Non possiedo diari ingialliti e sgualciti, sepolti dalla polvere come se fossero reliquie, e meno male, perché sicuramente avrei avuto maggiori rimpianti. Da allora, sono passati più di sessant’anni, mi rimaneva tanto tempo da vivere ed era abbastanza lontano il declino della mia vita. Quando iniziai a scavare in fondo tra le pieghe della mia memoria, trovai tante difficoltà: alla terra fertile e nera si alternavano massi gravidi d’incognite. Facevo fatica per portarli a galla e più i pozzi erano profondi, più le mie mani si riempivano di ferite. Non avrei voluto ma allora desistetti. Lasciai andare in basso le corde che sfregavano le mie mani e l’anima e mi sussurrai: «Meglio così, scriverò molto di risorte sensazioni e poco di sicure certezze».
Alcune di queste mie memorie sono molto nitide e hanno radici forti nella mia mente come se fossero scolpite nella ciaca più dura, anche se peccano di un filo cronologico. Altri ricordi sono annacquati dal tempo e la loro solidità è incerta ma sono mantenuti vivi da forti e brevi emozioni. Ancora oggi.
Nacqui in una stalla e non c’era nemmeno una finestra, nemmeno una grata a lasciare fuori luci e suoni. Tutto quello che sarebbe venuto dopo, era solo libertà. E così fu, ma solo per cinque brevi anni. Il seguito lo troverete martoriato di buoni e cattivi sentimenti che si alternano quasi alla rinfusa in episodi di vita e in storie che mi hanno sfiorato nelle calde giornate d’estate, le uniche dove mi era permesso di vivere anche la vita degli altri, rubandone ogni tanto delle sbrizze. Il Baglio, dove per la prima volta aprii gli occhi, era un grande palcoscenico e i teatranti si alternavano, anno dopo anno, vivendo la loro inconsapevole recita".

Filippo La Torre

Pagine 265 - Prezzo di copertina € 22,00
Disponibile dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it (consegna a mezzo corriere in tutta Italia)
Disponibile su tutti gli store di vendita online.
Disponibile in libreria e nello specifico presso: La Feltrinelli libri e musica (Via Cavour), Libreria Macaione (Via Marchese di Villabianca 102), Libreria Nike (Via Marchese Ugo 56), Libreria Forense (Via Maqueda 185), Libreria La Vardera (Via N. Turrisi 15).
Disponibile in ebook su tutti gli store online. 

martedì 24 ottobre 2023

Un nuovo volume si aggiunge alla Collana Albatro Randagio: La primavera della strummula di Filippo La Torre

 
"Sono i miei ricordi di bambino vissuto in un collegio per orfani o disadattati che s'innestano nelle condizioni di vita degli anni '50, in un piccolo agglomerato di case della periferia di Palermo abitate prevalentemente da braccianti agricoli, quasi un guscio: il baglio di Villa Nave. 
Non sono riuscito a liberarmi dalle innumerevoli sfumature di grigio che in alcuni momenti affogano nel nero più nero, ma questa è stata la mia vita e quella di tanti bambini cresciuti come me ai margini della società e che soltanto un destino ferocemente avverso ha deviato dalle strade tracciate. Così il paradosso che li insegue di avere la sorte avversa per vivere". 
Pagine 265 - Prezzo di copertina € 22,00
Disponibile dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it (consegna a mezzo corriere in tutta Italia)
Disponibile su tutti gli store di vendita online.
Disponibile in libreria e nello specifico presso: La Feltrinelli libri e musica (Via Cavour), Libreria Macaione (Via Marchese di Villabianca 102), Libreria Nike (Via Marchese Ugo 56), Libreria Forense (Via Maqueda 185), Libreria La Vardera (Via N. Turrisi 15).
Disponibile in ebook su tutti gli store online. 

martedì 10 ottobre 2023

Febo della Minerva: L'Africa di Palermo. Tratto da: Il pazzo che piacque a Dio. Biografia di padre Giovanni Messina

 

Nell’estate del 1896, pochi mesi dopo l’Ordinazione sacerdotale, egli incontra, per caso, la nobile e pia Signora Anna Mulè duchessa di Montalbo, nei pressi del Giardino Inglese.
I due si conoscevano da anni. 
La Signora nel congratularsi con Padre Messina per la sua ascensione al Sacerdozio, con affettuoso interesse, chiede: 
– Si è messo al lavoro, Padre?... Le hanno affidato qualche chiesa o ufficio?...
– Andrò in Africa!... – fu la risposta. 
– In Africa!... – rispose meravigliata la Duchessa – in Africa!... ma come, qui c’è tanto bisogno di Preti e lei vuole andare in Africa?
– Sì, Signora, andrò nell’Africa di Palermo. 
Ed espose semplicemente e brevemente il suo piano di risanamento morale del rione abbandonato di Sant’Erasmo e quanto ardentemente desiderasse la salvezza dei piccoli orfani ed abbandonati di tutta la zona della Kalsa. 
La Duchessa tirò fuori un sospiro di sollievo. 
– Così va bene, padre Messina. Io l’aiuterò come meglio mi sarà possibile. 
Incoraggiato dall’approvazione e dalla promessa di aiuto, il giovane Prete non perdette né tempo né l’occasione.
Chiese un piccolo sussidio per potere aprire al culto la chiesetta della Madonna del SS.mo Rosario. 
La nobile benefattrice s’impegnò per 15 lire al mese – offerta che, allora, assicurava la celebrazione della S. Messa per 15 giorni – al resto avrebbe pensato la divina Provvidenza. 
Alla divina Provvidenza egli ci credeva davvero. 
Per ciò, senza assicurarsi un altro sussidio che garantisse l’intero mese, domandò umilmente al suo Arcivescovo la cura della Cappella di S. Erasmo.
Nessun prete povero aveva mai chiesto, in dote, una povertà più squallida, un terreno più arido e ingrato per il proprio lavoro. Questo genere di richieste saltan solo a quei tali che son disposti a partire per terre lontane in cerca delle avventure le più impensate; quelli che, una volta allontanatisi, non vediamo più e dimentichiamo: i Missionari. 
Per ciò gli fu facile ottenere. 
Il suo gran cuore trovò lì quello che ci voleva per le sue aspirazioni: indigenti da sfamare in ogni tempo dell’anno, ignudi da coprire d’estate e riscaldare d’inverno, ignoranti da istruire e illuminare, coscienze assopite da svegliare, malavita da risanare e molto lavoro, anche manuale, da affrontare. Già, anche lavoro manuale, poiché quella Cappella era più malandata di quanto si aspettasse. 
Per fortuna la gente di mare suole avere una fede semplice, grossolana, superstiziosa magari, ma a Dio ci crede. In chiesa non va, si capisce; non trova il tempo, dice, ma Dio lo chiama forte forte, e lo vuole vicino quando la barca non regge all’urto violento dell’onda impazzita, e il remo contrasta col ghigno beffardo del vento scomposto.
Fu così che con l’aiuto di qualche volenteroso a spasso e di qualche donnetta sfaccendata, padre Messina ripulì la Cappella, la sistemò ben bene, e poi cominciò a dir Messa, a predicare, a fare catechismo a grandi e a piccoli, e la gente restava a bocca aperta per quello che egli diceva e faceva.
Quella quaresima predicò a donne ed a uomini nel tempo conveniente alle loro occupazioni; impegnò i pomeriggi all’istruzione delle ragazze, e, poi, alla sera, era tutto per i bambini.
I piccoli furono i suoi beniamini. Specie i più abbandonati; quelli che trovava per la strada di giorno e di notte; gli orfani. 
Li raccoglieva da ogni vicolo e dalla spiaggia; li faceva giocare fino a stancarli e poi giù con il catechismo e le preghiere. Si fece amico e padre, per ciò divenne loro confidente. 
E seppe da loro ogni cosa: come si stava nelle loro case e come si viveva, quello che avevano e quello di cui mancavano, se le mamme erano buone e se i padri bestemmiavano; tutto, proprio tutto seppe di quella gente e in poco tempo. 
Dio allora cominciò ad entrare nelle famiglie del rione alla chetichella, aiutato da padre Messina, il quale gli apriva le porte di casa e i cuori, ora a mezzo di un paio di scarpe per il capo famiglia, ora a mezzo di un corredino per il neonato, ora a mezzo di una coperta per l’unico grande letto... e così via. 


Febo Della Minerva: Il pazzo che piacque a Dio. Biografia di padre Giovanni Messina.
L'opera è la fedele trascrizione del volume originale pubblicato dalla casa editrice Priulla in data 8 settembre 1970.
Pagine 384 - Prezzo di copertina € 22,00
Arricchito da numerose foto dell'epoca.
Disponibile dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it (consegna a mezzo corriere in tutta Italia)
Disponibile su tutti gli store di vendita online e in libreria presso: La Feltrinelli libri e musica (via Cavour), La Nuova Bancarella (Via Cavour), Libreria La Vardera (Via N. Turrisi 15), Libreria Nike (Via Marchese Ugo n. 56), La Nuova Ipsa (Piazza Leoni) 


Febo della Minerva: La parte di Palermo da Villa Giulia a Romagnolo... Tratto da: Il pazzo che piacque a Dio. Biografia di padre Giovanni Messina

Per seguire i passi lesti e frettolosi di questo irrequieto cercatore di cenci umani, terrò sottocchi un quadernone, affatto elegante, nel quale sono appuntate – di corsa – le prime avventure di quella che, domani, sarà chiamata l’Opera di Padre Messina. 
La parte di Palermo che dalla Villa Giulia si estende fino a Romagnolo, abbracciando il piano di S. Erasmo, era rimasta, per anni ed anni, priva di quelle riforme urbanistiche che avevano migliorato, di parecchio, il centro cittadino. Quella zona era stipata di gente data quasi esclusivamente alla pesca. Il pescatore, si sa, ha una vita dura, rischiosa, affidata al capriccio del mare ora generoso e quasi paterno ora minaccioso e avaro. 
Quartiere di povera gente, dunque, dove la indigenza e la misera la facevano davvero da sovrani. 
Le case?... eran piuttosto tuguri senza aria e senza sole, dove a sera, chiusa la porta sulla strada, veniva pigiata una nidiata di bimbi attorno ai genitori; quando quei sudici monelli non preferivano restar fuori, all’aria aperta, rannicchiati dietro i portoni delle case diroccate o sui gradini freddi delle chiese chiuse, quasi al sicuro. 
Ed erano essi, i bimbi l’unica ricchezza di quel quartiere, numerosi come le mosche sull’immondizia ammonticchiata davanti alle loro case. Un quartiere di mocciosi senza scarpe e senza vesti, ma scaltriti in malizia da non dire e con le manine sporche sempre pronte ad afferrare la poca roba degli altri. 
E le mamme?... Eran tanti i bambini in ogni casa che, quasi pulcini, la chioccia lasciava che andassero in giro a trovarsi da sé qualcosa da beccare, una volta che li aveva scovati. 
Niente scuola; niente chiesa davvero funzionante. 
Solo a Romagnolo una casupola, cangiata in Cappella, veniva aperta di domenica ma non sempre. 
Un’altra Cappella, nel piano di S. Erasmo, funzionava una volta all’anno per la festa della Madonna del SS. Rosario: Messa cantata, spari di mortaretti, razzi, chiasso e baldoria rionale: tutto qui. 
Nessuno pensava a questa parte della città?
Qualche giornale, di tanto in tanto, aveva tentato richiamare l’attenzione dei responsabili su quel rione abbandonato e malfamato: voce nel deserto. 
Sin dai primissimi giorni del suo sacerdozio, il giovane prete Giovanni Messina aveva più volte percorso, silenzioso e meditabondo, quel tratto di spiaggia dalla Villa Giulia a Romagnolo, e intenzionalmente, aveva rivisto tutte quelle viuzze strette del rione della Kalsa, pullulanti di bambini sporchi e maneschi, dal linguaggio volgare e pronti alla rissa. 
Aveva gettato dentro a quei tuguri oscuri e maleodoranti, occhiate di pietà, mentre gli era parso d’avere addosso gli sguardi curiosi ed imploranti insieme delle donne e dei vecchi, fuori casa, tutte l’ore del giorno. 
Quello spettacolo non gli era nuovo. Nel quartiere rissoso egli era nato e cresciuto. Ma ora lo rivedeva con altri occhi: gli occhi dell’Apostolo chiamato al duro mestiere dello “sradicare e distruggere” il male ovunque si annidasse, per “edificare e piantare” al suo posto la città di Dio per gli uomini di Dio. 
Quanto aveva visto di giorno, gli turbava il sonno, la notte. 
Aveva appreso bene l’arte del trattare il cuore dei piccoli dagli insegnanti di San Filippo Neri, negli anni che aveva frequentato, da chierico esterno l’Oratorio. 
Decise di dare a loro la sua vita sacerdotale: ai piccoli abbandonati della sua parrocchia. 


Febo Della Minerva: Il pazzo che piacque a Dio. Biografia di padre Giovanni Messina.
L'opera è la fedele trascrizione del volume originale pubblicato dalla casa editrice Priulla in data 8 settembre 1970.
Pagine 384 - Prezzo di copertina € 22,00
Arricchito da numerose foto dell'epoca.
Disponibile dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it (consegna a mezzo corriere in tutta Italia)
Disponibile su tutti gli store di vendita online e in libreria presso: La Feltrinelli libri e musica (via Cavour), La Nuova Bancarella (Via Cavour), Libreria La Vardera (Via N. Turrisi 15), Libreria Nike (Via Marchese Ugo n. 56), La Nuova Ipsa (Piazza Leoni) 

Febo della Minerva: 21 marzo 1896. Tratto da: Il pazzo che piacque a Dio. Biografia di padre Giovanni Messina

Il Diacono Giovanni Messina nel partecipare alla S.V. Ill.ma la di lui ascensione al Sacerdozio, si pregia invitarLa per la sacra ordinazione che avrà luogo Sabato 21 marzo alle ore 7 ½ a.m. nella Chiesa di S. Gregorio a Porta Carini.
Palermo – Via Vetriera, 49.

Questo cartoncino d’invito entrò nelle case dei parenti e degli amici di famiglia, pochi giorni prima dell’avvenimento. 
Quel mattino la Chiesa era già stipata di gente assai prima che giungesse l’Eminentissimo Arcivescovo. 
Vicino vicino alla balaustra, i genitori e i familiari. 
Il padre, ragioniere Salvatore Messina, era uno di quegli uomini, la cui sola presenza impone rispetto. Alto, robusto; le larghe spalle quadrate parevano fatte apposta per il grosso peso della numerosa figliolanza (17 per la precisione!). Grave e dignitoso nell’andare, aveva nei lineamenti del volto, la volontà decisa e combattiva e negli occhi vivi e attenti, la limpidezza d’una Fede robusta e convinta. 

Da ragazzetto era stato al Seminario. Poi ne era uscito portandosi dentro una coscienza allenata al dovere fino al sacrifizio. 
Il nostro Reverendo Padre, dal genitore erediterà statura di lottatore, coraggio e tenacia nelle contrarietà; fermezza decisa contro l’intrigo meschino organizzato a danno del suo ideale apostolico. 
La Madre, donna Rosalia Lo Nigro, era donna di virtù veramente rare. Fede luminosa e certa, vissuta giorno dopo giorno, nella preghiera costante, nella umiltà più profonda, nella carità prodigiosamente generosa. 
Non mandò mai a mani vuote il povero che si presentava alla porta; impegnata in ogni ora del giorno, trovava il tempo di visitare gli ammalati poveri del vicinato, portando qualcosa da mangiare, pulendoli, pettinandoli; la si vide sempre pronta nell’assistenza alle partorienti sprovviste d’ogni cosa.  
Questa instancabile esile donna, di salute spesso cagionevole, traeva la forza della costanza dalla Santa Comunione che immancabilmente apriva la sua giornata come prima azione del cristiano vero. 
Fu fedelissima e degnissima Terziaria francescana. 
Tutti la ricordano con un solo taglio d’abito: quasi una divisa: camicetta nera, gonna grigia, fazzoletto bianco al collo. 
Il figlio Sacerdote nella vita d’infaticabile operatore di bene, riprodurrà di lei molti aspetti; la ricerca senza soste di piccoli bisognosi e abbandonati; il fuoco divoratore nel petto verso Gesù Sacramentato; l’illimitata fiducia nella Provvidenza di Dio; la compassione verso il sofferente che lo porterà sistematicamente, ogni giovedì, fin quasi alla vigilia della morte, a visitare gli ammalati negli ospedali; il correre premuroso verso gli infelici colpevoli ed innocenti dell’Ucciardone, distribuendo il dono della speranza e della pace nel perdono di Dio. 
Quel mattino, del 21 marzo 1896, dunque l’Arcivescovo, Card. Michelangelo Celesia, trovava prostrato davanti a sè, il diacono Giovanni Messina nelle migliori disposizioni di questo mondo, con i desideri più sinceramente veri di fare il Prete sul serio – o come sogliamo dire noi – con i propositi di essere un santo Prete. 
Eppure da quella desiderata Consacrazione ne uscì turbato, quasi smarrito. 
Egli parlerà di “una certa rivelazione” ricevuta quel mattino.
Una misteriosa luce irrompendo nel suo spirito libero gli aveva svelato il Sacerdozio cattolico in tutta la sua sovrumana grandezza. 
Si sentì in colpa, come un indegno usurpatore di divini tesori. 
Ma che farà ora Egli, Giovanni Messina, Sacerdote di Cristo?
“Il povero, l’orfano, l’abbandonato, l’ammalato, il diseredato dalla fortuna, ecco il capitale del Sacerdote, su cui deve fare il vero ed unico assegnamento!
I parenti, gli amici, il padre, la madre del Sacerdote, chi sono? I poveri”.
Ecco un riuscito autoritratto; o se meglio piace, una riuscitissima istantanea del suo interiore ricco di Dio, che trova la sua messa a fuoco in una autodefinizione: “nato per il bene”. 


Febo Della Minerva: Il pazzo che piacque a Dio. Biografia di padre Giovanni Messina.
L'opera è la fedele trascrizione del volume originale pubblicato dalla casa editrice Priulla in data 8 settembre 1970.
Pagine 384 - Prezzo di copertina € 22,00
Arricchito da numerose foto dell'epoca.
Disponibile dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it (consegna a mezzo corriere in tutta Italia)
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