Tutti i volumi sono disponibili: dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it (consegna a mezzo corriere in tutta Italia), su tutti gli store di vendita online e in libreria. Gli e-book sono disponibili su streetlib store e tutte le piattaforme online.

giovedì 10 aprile 2025

Un nuovo volume si aggiunge alla Collana Sbirri & Sbirrazzi edita I Buoni Cugini: Una buona idea, romanzo poliziesco di Peter Iann.

Pagine 149 - € 17,00

ISBN: 9791255470465
"Guarda il sole, ammira la luce riflessa sull'acqua, tra un po' arriverà il tramonto e la luce finirà, ecco, un altro giorno che muore!
Un giorno dopo l'altro, il tempo se ne va, un giorno dopo l'altro, la vita se ne va! Averti incontrato dopo più di venticinque anni non è un caso, penso sua uno scherzo voluto dal destino".
Non capivo cosa gli prendesse. Quando gli dissi che secondo me stava delirando, mi indicò infine perchè ci trovavamo lì.
Peter Iann
Il volume è disponibile:
dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it (Consegna a mezzo raccomandata postale o con corriere, consegna gratuita a Palermo).
Disponibile su tutti gli store online.
In libreria presso:
La Feltrinelli libri e musica (Via Cavour e punto vendita Centro Commerciale Conca d'Oro).

lunedì 27 gennaio 2025

Il 27 gennaio del 1945 io ero una di quelle disgraziate che camminava e non poteva cadere per terra. Tratto da: La civile indifferenza. Le parole di Liliana Segre fedelmente raccolte dalle sue testimonianze

Settecento chilometri a piedi.
Voi pensate queste schiere di 56.000 scheletri.
Di gente che aveva perso già tutto.
Che era prigioniera da un anno come ero io o da più tempo, o qualcuno da poco.
Avviata per chilometri, per mesi, sulle strade prima polacche, poi tedesche, per sfuggire all’Armata Rossa. E i tedeschi non volevano far trovare noi.
Il 27 di gennaio del 1945, giorno della Memoria, io ero una di quelle disgraziate che camminava e che non poteva cadere per terra.
Non potevi appoggiarti a nessuno, e nessuno poteva appoggiarsi a te. 
Non si poteva cadere: chi cadeva, in quei sentieri pieni di neve, veniva finito con una fucilata alla testa dalle guardie della scorta che venivano cambiate perché si dovevano riposare.
Nessuno poteva rimanere lì, sulla neve, vivo.
Tornata in Italia, alla fine di agosto del 45, dopo qualche tempo ho cominciato a guardare la carta geografica, perché la mia ignoranza era totale, e non avevo neanche ben capito da Auschwitz   dove ci avessero portato. E quando ho visto che da lì a piedi, in varie marce, siamo arrivati (quelli che sono arrivati vivi) fino al nord della Germania, che avevamo fatto settecento chilometri, beh... una volta di più ho pensato:
«Ma come ha fatto quella Liliana lì, di quattordici anni, compiuti ad Auschwitz   da sola?»
Una gamba davanti all’altra.
Una gamba davanti all’altra, una gamba davanti all’altra, una gamba davanti all’altra...
Cammina, cammina, cammina...
Voglio vivere, voglio vivere, voglio vivere...
Ci gettavamo sui letamai, negli immondezzai, mangiavamo qualunque schifezza che avessimo trovato, gli scarti dei civili tedeschi che ci rubavamo una con l’altra, ossa rosicchiate già da un cane, sicure che il giorno dopo avremmo avuto vomito, diarrea... scheletri orribili con le bocche sporche... ma intanto lo stomaco si riempiva e il cervello comandava.
Cammina, cammina, cammina, cammina...
E allora la Marcia della Morte si trasforma in marcia per la Vita.
Voi giovani dovete sempre pensare che la vostra marcia deve esser sempre una marcia per la vita! Mai buttarla via questa vita! La vita è una cosa importantissima, è una cosa meravigliosa, è una cosa straordinaria perché anche attraverso il dolore, attraverso le esperienze più negative, ti può arrivare alla fine un bambino che ti dice: «Ma tu nonna sei il mio arcobaleno.»
Una gamba davanti all’altra... ed era faticosissimo, ed era la neve e c’eravamo noi su quelle strade dove camminammo per giorni e giorni, traversando paesini e città, i cui nomi neanche mi ricordo, dove i civili tedeschi non aprivano mai le finestre per darci un piccolo aiuto, per darci una sciarpa, per darci un pezzo di pane. Come fecero i detenuti di San Vittore.
No... erano tutte asserragliate le persone.
Nell’indifferenza.
«Ma noi non sapevamo.» 
Hanno detto dopo la guerra. Non sapevano neanche quelli che avevano le case ai bordi del lager. Loro non sapevano. 
Era meglio non sapere. 
Era meglio dire: 
«No, non sapevamo niente.» 
Era più facile. 
L’indifferenza. Lo stupore per il male altrui. 
Beh, camminavamo su quelle strade, soprattutto di notte, strade di campagna, strade secondarie, e venivano uccisi con una fucilata alla testa quelli che cadevano... 
Morti senza tomba che sono rimasti lì per la colpa di esser nati. 
Io non li guardavo, io non volevo sapere. 
Non volevo vedere quella strada con la neve rossa. Non volevo vedere quello che accadeva intorno a me. 
E camminammo, camminammo. 
Eravamo fortissimi! 
Nella nostra debolezza eravamo di una forza straordinaria, e io cerco sempre di trasmettere questa forza a voi giovani, miei nipoti ideali. Non dite che siete stanchi, non è vero. Siamo fortissimi! Ce la fate, ce la facciamo, se vogliamo. Possiamo fare tantissimo con le nostre forze. 
Io l’ho visto in quella povera disgraziata Liliana che camminava con le altre, una gamba davanti all’altra. 
E ci furono altri lager.
Tutti pensati dal male assoluto, tutti pensati con crudeltà, con cattiverie, con togliere la dignità completamente alle persone. 
Arrivammo al campo di Ravensbruck... 



La civile indifferenza. Le parole di Liliana Segre fedelmente racconte e trascritte dalle sue testimonianze. A cura di Anna Squatrito 
Pagine 174 - Prezzo di copertina € 13,00
In copertina: Foto di Maria Luisa Lamanna
Il volume è disponibile dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it (consegna a mezzo corriere in tutta Italia. Consegna gratuita a Palermo) 
https://www.ibuonicuginieditori.it/shop-online?ecmAdv=true&page=1&search=la%2520civile
In ebook su tutti gli store online. 

Ma quando i russi entrarono nel campo di Auschwitz, i tedeschi erano fuggiti da giorni... Tratto da: La civile indifferenza. Le parole di Liliana Segre fedelmente raccolte dalle sue testimonianze.

Da un anno ero prigioniera.
Avevo imparato a parare i colpi quando mi arrivavano. Avevo imparato a essere invisibile, anche a me stessa.
Verso la fine di gennaio del 1945, anzi diciamo verso il 20 (io le date le ho sapute dopo perché non avevamo né radio, né calendario, mai letto un giornale, vivevamo nel nulla) cominciammo a sentire rumori di aerei che passavano sopra di noi, cosa che non avevamo mai sentito prima, perché vivevamo in un mondo di solitudine assoluta e circondati dall’indifferenza del mondo.
E qui apro una parentesi.
Si è molto discusso, teologi, filosofi, liberi pensatori che hanno detto la loro sui grandi silenzi di quel tempo.
Ci fu il silenzio degli alleati che non bombardarono le ferrovie, portatrici fino all’ultimo di ebrei e oppositori ai regimi, e le tennero sane e salve perché servirono dopo, avendo fatto già un progetto del dopoguerra.
Ci fu il silenzio della Croce Rossa, a cui venne fatto vedere quello che faceva comodo ai nazisti e loro non si diedero da fare più di tanto.
Ci fu il silenzio della chiesa, sul quale ancora si parla tantissimo. Prima o poi credo che si parlerà fino in fondo del silenzio di Pio XII, anche se è verissimo che i conventi si aprirono in tutta l’Italia occupata dai tedeschi e i miei nonni materni si salvarono a Roma in un convento di suorine poverissime che non avevano da mangiare neanche per loro e divisero con una ventina di ebrei la cena tutte le sere.
Queste persone si salvarono.
Noi vivevamo in un limbo dove non sapevamo niente della guerra, ma non sapevamo neanche l’ora, il giorno, solo dalle stagioni e dai nuovi arrivi potevamo capire in che mese fossimo. E dopo un anno di questa non-vita improvvisamente capimmo che stava cambiando qualcosa.
Alcune, meno sciocche, dissero:
«Sono i russi.»
I russi... finalmente... avevano rotto il fronte dell’Est e si avvicinavano ad Auschwitz così in fretta che i nostri persecutori decisero di far saltare con la dinamite le strutture di morte: i crematori, le camere a gas, molte segreterie, molti documenti, e altri li portarono via e noi dalla fabbrica sentivamo questi scoppi e non sapevamo se fosse un bombardamento o qualche altra cosa.
Ma quando i russi, in questo famoso 27 gennaio del 1945, giorno della Memoria, entrarono nel campo di Auschwitz, i tedeschi erano fuggiti già da giorni. Quindi non lo liberarono, come si è detto dopo.
Falso storico non da poco. Quando arrivarono il 27 gennaio trovarono migliaia di corpi mischiati, i morti e i vivi, perché c’erano migliaia di cadaveri e forse duemila prigionieri, fra cui Primo Levi, che essendo gravissimamente malati non avevano potuto obbedire all’ordine di evacuazione.
I russi erano arrivati così in fretta che i tedeschi non avevano fatto in tempo a uccidere tutti i prigionieri malati ancora in vita. Primo Levi racconta dei quattro soldati a cavallo entrati una settimana dopo che i tedeschi avevano abbandonato il Campo. Erano ragazzi ignoranti, quattro soldati semplici di campagna e lui lesse nei loro occhi tutto lo stupore per il male altrui.
I prigionieri «ancora in piedi» e in vita, uomini e donne, circa 56.000 persone, di colpo, intorno al 20 di gennaio del 1945, senza aver capito che cosa stesse succedendo, furono obbligate tutte a uscire, messe in fila. E cominciò senza nessun preavviso, senza nessuna preparazione, senza nessuna provvista, senza nulla di nulla quella che giustamente si è chiamata la «Marcia della Morte.»


La civile indifferenza. Le parole di Liliana Segre fedelmente racconte e trascritte dalle sue testimonianze. A cura di Anna Squatrito 
Pagine 174 - Prezzo di copertina € 13,00
In copertina: Foto di Maria Luisa Lamanna
Il volume è disponibile dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it (consegna a mezzo corriere in tutta Italia. Consegna gratuita a Palermo) 
https://www.ibuonicuginieditori.it/shop-online?ecmAdv=true&page=1&search=la%2520civile
In ebook su tutti gli store online. 

mercoledì 18 dicembre 2024

Presentazioni nel mese di dicembre del libro Vuci luntani di Dario Cascio. 14 storie in siciliano tradotte in italiano e in dialetto

 22 dicembre 2024 ore 11:30 presso Via Alloro, Vicolo 4.


27 dicembre 2012 ore 18:00 presso Mondadori Bookstore Palermo San Lorenzo Mercato. 
Via San Lorenzo 288. 



Dario Cascio: Vuci luntani. 14 storie in siciliano tradotte in italiano e in dialetto. 

CONSEGNA GRATUITA PER CHI ORDINA DA  PALERMO

 

Isbn: 979-1255470441

Pagine 250 - Prezzo di copertina € 15,00

Prefazione: Salvatore Giammarresi 

Traduzione dei testi in italiano e in inglese: Dario Cascio

Illustrazioni e copertina con I.A.: Dario Cascio


In audiolibro su:

Streetlib Store 

https://store.streetlib.com/fiction/vuci-luntani-853838/

Google Play

https://play.google.com/store/audiobooks/details/Dario_Cascio_Vuci_luntani?id=AQAAAEDyATZB1M&hl=it

Il narratore

https://www.ilnarratore.com/it/search-results/?action=search&productids=15668

Bookbeat

https://www.bookbeat.com/it/search?page=1&query=Vuci+luntani&title=Vuci+luntani

Kobo plus

 

Ti propongo 14 racconti che, in maniera diversa, narrano di un’Isola piena di meraviglie e contraddizioni, dove Palermo e la Sicilia sono insieme rifugio ed enigma, luce e penombra. 

14 storie in siciliano, ma tradotte anche in italiano e in inglese, tutte nello stesso libro. Storie personali che ho deciso di raccontare e storie inventate di sana pianta, ma con radici profonde nell’Isola a tre punte. 

Ogni racconto nasce come una confidenza discreta, un’immagine catturata nella mia terra e offerta a chiunque desideri immergersi nelle sue sfumature. Troverai frammenti d’infanzia vissuta per le strade della Sicilia e lunghi viaggi verso mete lontane. 

Se scegli di aprire questo libro, sappi che entrerai in un luogo molto intimo. Non solo per me. Tutti i siciliani, vicini e lontani conservano gelosamente lo stesso “luogo intimo!” nel loro cuore. È quel luogo che profuma di zagara e panelle fritte, di ricordi che non si cancellano. 




Il volume è disponibile:
- dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it (consegna gratuita a Palermo. Con corriere ovunque). Si può acquistare anche alla mail ibuonicugini@libero.it o al whatsapp 3894697296.
https://www.ibuonicuginieditori.it/shop-online?ecmAdv=true&page=1&search=vuci%2520luntani
Su tutti gli store online.
In libreria presso:
La Feltrinelli libri e musica (Via Cavour e punto vendita Centro Commerciale Conca d'Oro) Libreria Nike (Via Marchese Ugo 56), Libreria Modusvivendi (Via Quintino Sella 79), La Nuova Ipsa (Via dei Leoni 71).

Domenica 22 dicembre ore 11:30 Dario Cascio presenta: Vuci luntani. Vicolo 4, via Alloro - Palermo



Dario Cascio: Vuci luntani. 14 storie in siciliano tradotte in italiano e in dialetto. 

CONSEGNA GRATUITA PER CHI ORDINA DA  PALERMO

 

Isbn: 979-1255470441

Pagine 250 - Prezzo di copertina € 15,00

Prefazione: Salvatore Giammarresi 

Traduzione dei testi in italiano e in inglese: Dario Cascio

Illustrazioni e copertina con I.A.: Dario Cascio

 

In audiolibro su:

Streetlib Store 

https://store.streetlib.com/fiction/vuci-luntani-853838/

Google Play

https://play.google.com/store/audiobooks/details/Dario_Cascio_Vuci_luntani?id=AQAAAEDyATZB1M&hl=it

Il narratore

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Bookbeat

https://www.bookbeat.com/it/search?page=1&query=Vuci+luntani&title=Vuci+luntani

Kobo plus

 

Ti propongo 14 racconti che, in maniera diversa, narrano di un’Isola piena di meraviglie e contraddizioni, dove Palermo e la Sicilia sono insieme rifugio ed enigma, luce e penombra. 

14 storie in siciliano, ma tradotte anche in italiano e in inglese, tutte nello stesso libro. Storie personali che ho deciso di raccontare e storie inventate di sana pianta, ma con radici profonde nell’Isola a tre punte. 

Ogni racconto nasce come una confidenza discreta, un’immagine catturata nella mia terra e offerta a chiunque desideri immergersi nelle sue sfumature. Troverai frammenti d’infanzia vissuta per le strade della Sicilia e lunghi viaggi verso mete lontane. 

Se scegli di aprire questo libro, sappi che entrerai in un luogo molto intimo. Non solo per me. Tutti i siciliani, vicini e lontani conservano gelosamente lo stesso “luogo intimo!” nel loro cuore. È quel luogo che profuma di zagara e panelle fritte, di ricordi che non si cancellano. 




Il volume è disponibile:
- dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it (consegna gratuita a Palermo. Con corriere ovunque). Si può acquistare anche alla mail ibuonicugini@libero.it o al whatsapp 3894697296.
https://www.ibuonicuginieditori.it/shop-online?ecmAdv=true&page=1&search=vuci%2520luntani
Su tutti gli store online.
In libreria presso:
La Feltrinelli libri e musica (Via Cavour e punto vendita Centro Commerciale Conca d'Oro) Libreria Nike (Via Marchese Ugo 56), Libreria Modusvivendi (Via Quintino Sella 79), La Nuova Ipsa (Via dei Leoni 71).

lunedì 16 dicembre 2024

Fiorino d'oro a Pippo Lo Cascio per il volume: L'ombra del re Sole in Sicilia. La guerra civile di Messina 1674-1678 edito I Buoni Cugini

Vince il Fiorino d'oro nel XLI Premio Firenze:

Pippo Lo Cascio
L’OMBRA DEL RE IN SICILIA
La guerra civile di Messina 1674-1678
(I Buoni Cugini Editori - Palermo 2023)

con la seguente motivazione:

Nella seconda metà del ‘600, le condizioni di vita della Sicilia, allora vicereame della monarchia spagnola, divennero sempre più precarie fino a quando nel 1671 iniziò una serie di rivolte popolari. Ottenuto il sostegno della Francia di Luigi XIV, il Re Sole, grazie all’intervento delle truppe francesi le autorità spagnole furono espulse dalla città nel 1674. Messina cadde allora sotto il dominio francese, ma con la pace di Nimega del settembre 1678 essa tornò di nuovo sotto il governo spagnolo. Nel quadriennio in cui nella città si alternarono le potenze straniere, scoppiarono vendette fratricide tra chi aveva sostenuto gli spagnoli o i francesi, mentre il popolo continuava a soffrire la fame. 

L’opera di Pippo Lo Cascio è la prima ricostruzione completa, fondata sulle fonti dell’archivio e sull’analisi della storiografia specialistica, del contesto economico, politico e sociale entro il quale maturò, si svolse e si spense la rivolta antispagnola.
Oltre che da numerose illustrazioni dell’epoca, la trattazione è arricchita dalla trascrizione del manoscritto, circa 300 pagine, della Historia delle guerre civili di Messina, scritta da Don Francesco Lo Cascio tra il 1680 e il 1700: cronaca nella quale si coglie appieno la drammaticità degli eventi storici di quegli anni. Con questo libro, cui viene attribuito il Fiorino d’oro, Pippo Lo Cascio corona la sua pregevole serie di studi su eventi cruciali della storia della Sicilia, isola strategica al centro del Mediterraneo, contrastato e tormentato mare, ieri come oggi.


La Giuria del Premio Firenze

 http://www.centrofirenzeuropa.it/pippo-lo-cascio.html

Il volume è disponibile:
dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it (consegna a mezzo corriere in tutta Italia. Puoi ordinare al WhatsApp 3894697296 o alla mail ibuonicugini@libero.it. Consegna gratuita per chi ordina da Palermo.
Su tutti gli store online e in libreria presso: 
La Feltrinelli libri e musica (Via Cavour e punto vendita Centro Commerciale Conca d'Oro), La Nuova Ipsa (Via Leoni 79), Libreria Nike (Via M.se Ugo 56). 

martedì 10 dicembre 2024

Dario Cascio: Vuci luntani. 14 racconti in siciliano. Audiolibro

Ti propongo 14 racconti che, in maniera diversa, narrano di un’Isola piena di meraviglie e contraddizioni, dove Palermo e la Sicilia sono insieme rifugio ed enigma, luce e penombra.
14 storie in siciliano, ma tradotte nel formato cartaceo anche in italiano e in inglese, tutte nello stesso libro.
Storie personali che ho deciso di raccontare e storie inventate di sana pianta, ma con radici profonde nell’Isola a tre punte.
Ogni racconto nasce come una confidenza discreta, un’immagine catturata nella mia terra e offerta a chiunque desideri immergersi nelle sue sfumature. Troverai frammenti d’infanzia vissuta per le strade della Sicilia e lunghi viaggi verso mete lontane.
Se scegli di ascoltare questo libro, sappi che entrerai in un luogo molto intimo.
Non solo per me. Tutti i siciliani, vicini e lontani conservano gelosamente lo stesso “luogo intimo!” nel loro cuore. È quel luogo che profuma di zagara e panelle fritte, di ricordi che non si cancellano.

Dario Cascio - The Sicilian Wanderer
 
Costo audiolibro: € 8,50
Disponibile ai seguenti link:
Streetlib Store 
Google Play
Il narratore
Bookbeat
Kobo plus


Dario Cascio: Vuci luntani. 14 racconti in siciliano 
Narratore: Dario Cascio
Voce femminile nel cunto Ulisse si persi: Emanuela Trovato
Voci di bambini nel cunto Cu vinci abbusca: Cascio Alice e Cascio Lorenzo
Arrangiamento musiche e rumori di fondo: Dario Cascio
Copertina con I.A.: Dario Cascio
Durata: 01:54:09
Dimensione: 157 mb

Formato cartaceo: https://www.ibuonicuginieditori.it/shop-online?ecmAdv=true&page=1&search=vuci%2520luntani

Un nuovo volume si aggiunge oggi alla collana L'Isola a Tre Punte: Vuci luntani di Dario Cascio. 14 racconti in siciliano tradotti in italiano e in inglese. Anche in audiolibro

Isbn: 979-1255470441
Pagine 250 - Prezzo di copertina € 15,00
Prefazione: Salvatore Giammarresi 
Traduzione dei testi in italiano e in inglese: Dario Cascio
Illustrazioni e copertina con I.A.: Dario Cascio

Ti propongo 14 racconti che, in maniera diversa, narrano di un’Isola piena di meraviglie e contraddizioni, dove Palermo e la Sicilia sono insieme rifugio ed enigma, luce e penombra. 
14 storie in siciliano, ma tradotte anche in italiano e in inglese, tutte nello stesso libro. Storie personali che ho deciso di raccontare e storie inventate di sana pianta, ma con radici profonde nell’Isola a tre punte. 
Ogni racconto nasce come una confidenza discreta, un’immagine catturata nella mia terra e offerta a chiunque desideri immergersi nelle sue sfumature. Troverai frammenti d’infanzia vissuta per le strade della Sicilia e lunghi viaggi verso mete lontane. 
Se scegli di aprire questo libro, sappi che entrerai in un luogo molto intimo. Non solo per me. Tutti i siciliani, vicini e lontani conservano gelosamente lo stesso “luogo intimo!” nel loro cuore. È quel luogo che profuma di zagara e panelle fritte, di ricordi che non si cancellano. 
 
Io nella mia vita quattro cose so:
- So esattamente come venne fondata Palermo.
- So che Ulisse è tornato in Sicilia secoli dopo la fine dell'Odissea.
- So che le stelle, a volte, si spengono.
- So che sotto la Sicilia ci sono tunnel e affreschi. 
E tutte queste cose le so perché me le sono inventate. 
Tutte. 
E ci scrissi un libro.
Che poi è quello che hai tra le mani…
Allora ti do un consiglio: siediti comodo, scegli la tua bevanda preferita e inizia a leggere il primo racconto.
E già che ci sei, prendi anche un paio di cuffie, perchè Vuci luntani è anche un audiolibro. 
 
Dario Cascio - The Sicilian Wanderer

Dario Cascio: Vuci luntani. 14 racconti in siciliano con traduzione in italiano a fronte e traduzione in inglese. 
Isbn: 979-1255470441
Pagine 250 - Prezzo di copertina € 15,00
Prefazione: Salvatore Giammarresi 
Traduzione dei testi in italiano e in inglese: Dario Cascio
Illustrazioni e copertina con I.A.: Dario Cascio
Disponibile:
Dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it (consegna a mezzo corriere in tutta Italia)
Su tutti gli store di vendita online.
In libreria (ad oggi) presso:
La Feltrinelli libri e musica (Via Cavour e punto vendita centro commerciale Conca d'Oro), La Nuova Ipsa (Piazza Leoni 60), Mondadori Bookstore Palermo San Lorenzo mercato (via S. Lorenzo 288)
Audiolibro disponibile ai seguenti link:

lunedì 25 novembre 2024

Un nuovo volume si aggiunge alla Collana L'Isola a Tre Punte: Vuci luntani di Dario Cascio

 DISPONIBILE DAL 10 DICEMBRE ANCHE IN AUDIOLIBRO

 

Isbn: 979-1255470441

Pagine 250 - Prezzo di copertina € 15,00

Prefazione: Salvatore Giammarresi 

Traduzione dei testi in italiano e in inglese: Dario Cascio

Illustrazioni e copertina con I.A.: Dario Cascio


 

Dal 10 dicembre in audiolibro su tutti gli store online.

 

Ti propongo 14 racconti che, in maniera diversa, narrano di un’Isola piena di meraviglie e contraddizioni, dove Palermo e la Sicilia sono insieme rifugio ed enigma, luce e penombra. 

14 storie in siciliano, ma tradotte anche in italiano e in inglese, tutte nello stesso libro. Storie personali che ho deciso di raccontare e storie inventate di sana pianta, ma con radici profonde nell’Isola a tre punte. 

Ogni racconto nasce come una confidenza discreta, un’immagine catturata nella mia terra e offerta a chiunque desideri immergersi nelle sue sfumature. Troverai frammenti d’infanzia vissuta per le strade della Sicilia e lunghi viaggi verso mete lontane. 

Se scegli di aprire questo libro, sappi che entrerai in un luogo molto intimo. Non solo per me. Tutti i siciliani, vicini e lontani conservano gelosamente lo stesso “luogo intimo!” nel loro cuore. È quel luogo che profuma di zagara e panelle fritte, di ricordi che non si cancellano. 

 

Io nella mia vita quattro cose so:

- So esattamente come venne fondata Palermo.

- So che Ulisse è tornato in Sicilia secoli dopo la fine dell'Odissea.

- So che le stelle, a volte, si spengono.

- So che sotto la Sicilia ci sono tunnel e affreschi. 

E tutte queste cose le so perché me le sono inventate. 

Tutte. 

E ci scrissi un libro.

Che poi è quello che hai tra le mani…

Allora ti do un consiglio: siediti comodo, scegli la tua bevanda preferita e inizia a leggere il primo racconto.

E già che ci sei, prendi anche un paio di cuffie, perchè Vuci luntani è anche un audiolibro. 

 

Dario Cascio - The Sicilian Wanderer


Dal 10 dicembre il volume sarà disponibile:

dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it (consegna a mezzo corriere in tutta Italia)

https://www.ibuonicuginieditori.it/shop-online?ecmAdv=true&page=1&search=vuci%2520luntani


Su tutti gli store di vendita online.

In libreria. 

In audiolibro disponibile su tutti gli store di vendita online. 

giovedì 21 novembre 2024

Un nuovo volume si aggiunge alla collana Almeno Un Morto: AA.VV.: Delitti al Thriller Café vol. 3

Isbn: 9791255470427
Pagine 210 - Prezzo di copertina € 18,00
Copertina di Francesco Gnozzi, in arte Froz
A cura di: Giuseppe Pastore e Ivo Tiberio Ginevra
Prefazione di Matteo Bortolotti
Giuria del Premio: Sara Bilotti, Alessandro Berselli e Matteo Bortolotti
Giudice unico del premio speciale in ricordo dello scrittore Gianpaolo Zarini: Andrea Novelli
 
Da quando ho creato il sito internet Thriller Café, una delle realtà editoriali online più seguite e apprezzate, ho avuto modo di comprendere meglio quanta qualità nascosta ci sia nei cassetti di tante persone che amano il giallo e si cimentano a scrivere. È anche, e soprattutto per aiutare questi scrittori poco noti a emergere, che è nato il Concorso Letterario di Thriller Café. Un premio che nelle sue prime tre edizioni è stato caratterizzato da super giurie importanti e da concorrenti validi. Un premio che tuttavia non ambisce a posizionarsi come "prestigioso" ma che vuole dare un’opportunità concreta di raggiungere un pubblico a nuove penne affilate. 
 

Giuseppe Pastore 
Il barman di Thriller Café

Albo d'Oro 2024
Sezione A – Racconti fino a 8.000 battute 
1° Niente di più buono di Maria Carolina Guidotti 
2° La mala luna di Adele Murino 
3° Infinito presente di Alessandra Ricci 
Sezione B – Racconti fino a 20.000 battute 
1° La lettera di Maria Angela Maretti 
2° Chi erano di Claudio Righenzi 
3° Angeli in terra di Roberto Rapastella 
Premio Gianpaolo Zarini: Giudice unico Andrea Novelli 
La terapia di Andrea Zavagli 

SEZIONE A - Racconti brevi selezionati dalla Giuria meritevoli di pubblicazione
GUARDAMI di Sara Holst 
NON CAPITA TUTTI I GIORNI di Gianmarco Maggiora 
INTELLIGENZA ARTIFICIALE di Vittorio Martucci 
NINJA di Nicola Sgaramella

SEZIONE B - Racconti brevi selezionati dalla Giuria meritevoli di pubblicazione
MUSICA DA CAMERA di Gabriele Astolfi 
42 di Andrea Bacchiet 
MARIOLINA ERA UNA DONNA CHE GUARDAVA di Luigi Borlenghi 
CAMERA 412 di Giuliano Fontanella 
SPRECO di Ida Sassi 
È STATO UN BEL SAN VALENTINO di Chiara Scarafiotti 
NECESSARIAMENTE SCAPOLO di Andrea Zavagli  

Il volume è disponibile:
Dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it (consegna a mezzo corriere in tutta Italia)
Su Amazon Prime, Ibs/Feltrinelli e tutti gli store di vendita online.
In libreria. 



lunedì 4 novembre 2024

Salvatore Cuccia: 04 novembre 1918: c'è l'Armistizio! Tratto da: Era la fine del mondo. Un soldato siciliano nella Grande Guerra.

Ora siamo nel mese di Ottobre, ci portarono a Castelfranco Veneto, un bel paese ma disabitato che era vicino il Piave, vicino Montello, si preparava una grande offensiva, si vedeva arrivare tante munizioni, il cuore ci palpitava. Un giorno Totò Calì Pezzaniura mi disse
«Domani me ne vado all’Ospedale.» 
«Ma che ti prendi qualche pillola per farti venire la febbre?» 
«No non l’ho.» 
«Ma tu ti salvi, e io non so come mi finisce, così racconterai ai miei quando vai a casa.» 
Intanto l’indomani se ne andò all’Ospedale.
Era l’ultimo di Ottobre, la sera come fece scuro ci fecero appostare davanti il Piave a sinistra di Montello, c’era ancora un vigneto con l’uva che nessuno poteva raccoglierla e cominciammo a mangiare, quei forti bombardamenti nostri e di loro, il cuore ci palpitava dicendo
«L’ultima uva che ci mangiamo e moriamo.» 
La sera verso le 9 ci diedero ordine di passare il Piave con delle passerelle di tavole, che pareva che l’acqua ci portasse via. Appena passammo non tutti ancora, scoppia una granata e sentivo tanti lamenti, feriti, morti, volevo scatenarmi in mezzo ai retticolati, che mi strappai tutto, riflettori che ci facevano luce, finalmente mi scatenai, tutta la notte andare avanti, qualche pattuglia di loro si faceva sentire ma noi l’annientavamo con mitraglie. 
La mattina arrivati in un paesino, non mi ricordo come si chiamava, c’era qualche famiglia lacera morta di fame. Noi zappatori il giorno coprivamo fossi di granata e la sera andare avanti tutta la notte. Il secondo giorno in un paesino vidi una bambina che pareva un palloncino. Le dissi
«Quanti anni hai?» 
«Fra quattro mesi compisco 13 anni.» 
E un giorno o l’altro doveva dare alla luce un bimbo o bimba
«E ti sei data agli Austriaci?» 
«No, due mi tenevano e uno di sopra, io già a dodici anni ero signorina.» 
C’erano ragazzine a 12 o 13 anni ma più alte e più formate ma questa era proprio piccolina. 
Il giorno 3 novembre arrivammo in un paesino chiamato Follina proprio vicino Vittorio Veneto, c’era l’ospedale Austriaco ma rimase solo qualche moribondo, gli altri partirono tutti. La sera del 3 verso le sette eravamo pronti per andare avanti, si presenta un Tenente medico ma non era del nostro Reggimento, mi disse
«Di dove sei?» 
«Da Palermo, paese Villafrati.» 
«Io sono il dottore Calderone da Marineo.» 
Che già questo è morto ora da due o tre anni, e mi disse
«Pietro Mauro è stato assieme con me.» 
Veramente abbiamo provato piacere essere vicini di paese; ci abbiamo salutato e se ne andò. In questo mentre viene il nostro Tenente Bielli 
«Ragazzi, se mi promettete che non parlate vi do una grande notizia.» 
«Cosa c’è signor Tenente?» 
«Voi lo giurate che non parlate?» 
«Lo giuriamo.» 
«C’è l’Armistizio!» 
Che giurare e giurare, cominciammo a gridare, c’è l’Armistizio, le compagnie ma i zappatori uscirono pazzi, e sempre gridando, il Tenente
«Silenzio!» 
Ma che silenzio e silenzio, noi sempre a gridare e cominciano a gridare pure le compagnie. Allora gridi, pianti della gioia, ci abbracciavamo come tanti fratelli, allora ebbimo ordine di ritornare indietro, che tutti in allegria a cantare e gridare, e buttare razzi luminosi in aria e di notte stessa si vedeva in aria fino a mare tutto illuminato, che tutti gli altri lo seppero pure. 
La mattina siamo arrivati a Pieve di Soligo, un bel paesetto ma poca gente perché erano tutti scappati che c’era la guerra, noialtri ebbimo ordine di fare un palco che il nostro Generale doveva fare la parlata, ma miei compagni diversi analfabeta, volevano che gli scrivevo io alle loro famiglie. 
«Cuccia mettiti a sedere e scrivi ai miei.» 
E così prima scrissi a mio padre e madre, fratelli e tutti e poi a loro. La nostra gioia era grande di avere finita quella insopportabile guerra. Verso le dieci arriva un nostro caccia a bassa quota, e butta dei manifestini
«Sono il sergente tizio.» 
I borghesi dicevano 
«Questo sergente è di qua, eccola quella casa con quel buco di una granata è di lui, e suo padre poverino morì quando scoppiò quella granata, lui certo non sa niente.» 
Verso mezzogiorno il Generale ci fece la parlata dicendo di essere orgoglioso che l’esercito Italiano ha vinto combattendo contro un forte Impero. Siamo stati in quel paese tre giorni, e poi siamo partiti, traversando Treviso, Padova, Vicenza, Verona, arrivati vicino al lago di Peschiera, un paese chiamato Pozzolengo, le strade erano tutto fango, che oggi mi dicono che è un bel paese di villeggiatura, (si capisce che la gente vanno a farsi i bagni) e tutta questa strada facendola sempre a piedi col zaino addosso, ma la strada non ci pareva che eravamo contenti, che la guerra era finita, stiedimo a traversare quelle province 12-14 giorni.



Salvatore Cuccia: Era la fine del mondo. Un soldato siciliano nella Grande Guerra.
Le memorie del soldato Salvatore Cuccia, partito per il fronte da Villafrati il 23 settembre 1916 e congedato il 10 aprile 1920. Copiate dal manoscritto, lasciato nella sua originalità. 
Introduzione del nipote Salvo Cuccia, regista cinematografico.
Prefazione di Santo Lombino.
Pagine 104 - Prezzo di copertina € 10,00
Disponibile dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it
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Disponibile su tutti gli store di vendita online e in libreria.

Annunciata Beatrice Arrigoni: La seconda battaglia del Piave e la vittoria... Tratto da: Pinocchio nuovo Maciste. Sue gesta gloriose nella guerra mondiale.

Pinocchio trovatosi libero un’altra volta, prese le carte che gli parvero più importanti, le cacciò in quella valigia miracolosa, e cercò e trovò il modo e l’ora di mandarle al nostro Comando d’Informazioni, che si trovò al corrente dei piani e dei propositi del barbaro invasore e potè prepararsi alla riscossa. Pinocchio sparì, non si sa dove...
L’alto comando austriaco era stato affidato all’arciduca Giuseppe creato homo regius dall’Imperatore per il supremo tentativo di salvare la monarchia in isfacelo. La sera del 26 ottobre 1918 poco dopo l’imbrunire, una densa nebbia autunnale, scendeva dalla montagna a svelare la bassura.
Alle 8 i pontieri della XIIa Armata mista al comando del gen. F. Graziani, dell’VIIIa armata nostra al comando del gen. Caviglia e della Xa armata mista al comando di lord Caven, iniziavano il passaggio del Piave in tre zone distinte. Alle 10 il 1° fronte di barche toccava la riva sinistra e alle 11 il 2°.
Innanzi alla mezzanotte le nostre truppe cominciavano il passaggio del fiume rapido e rabbioso, largo in media oltre 1 Km. davanti al Montello, dilagando in breve su tutta la spianata alla conca di Sernaglia.
Alle 4 le artiglierie nemiche rompevano finalmente il silenzio con tiri di sbarramento da Pederobba alla Priola sur un fronte di 20 Km. Le nostre ribattevano all’unisono, tambureggiando, investendo il fronte della 6a armata comandata dal principe di Schoenburg da Valdobbiadene a Susegana e l’ala dell’Isonzo Armè, comandata dal general Von Wurm Wenzel dalla Priola a Roncadelle. All’alba, nonostante il nubifragio, le tre armate 12a, 8a e 10a, avevano creato sulla sinistra del fiume tre solide teste di ponte con l’aiuto degli aeroplani, così che le nostre truppe irrompevano profondamente nella pianura, sfondando il duplice fronte della difesa. L’obbiettivo del Comando italiano era di puntare in direzione di Vittorio per isfondare la linea nemica nel suo tratto di maggiore sensibilità, separare le armate avversarie ed avvolgerle e con tale azione incatenare sul Grappa le numerose forze in linea e richiamarvi quelle di riserva per la strada di arroccamento Feltre, Ponte delle Alpi, Vittorio. E così fu.
Sotto l’irresistibile pressione delle armate 12a e 8a, si rompevano continuamente le linee di ferro del nemico l’8a armata si gettava sulle Prealpi, puntando alla conca di Belluno; per effetto di questo poderoso colpo le armate austriache del Piave vennero nettamente divise da quelle del Trentino e spezzate in due tronconi. La disfatta del nemico veniva effettuata dall’entrata in lotta della 3a armata italiana. La 12a armata espugnava liberamente la conca di Feltre e la stretta di Quero. La sera del 29, l’8° Corpo s’impadroniva di Susegana, il 18° di Conegliano, i lancieri di Firenze e i bersaglieri ciclisti occupavano Vittorio.
Sotto l’irresistibile pressione combinata delle tre armate di manovra, il fronte frettolosamente rinsaldato dal nemico su posizioni retrostanti, veniva di nuovo sfondato in più punti.
La sera del 31 i battaglioni “Exilles” e “Pieve di Cadore” entravano in Feltre fra l’entusiasmo della popolazione, scacciandone il nemico disorientato; il reggimento Cavalleria Padova la mattina del 1° novembre sorpassando la vetta del Grappa si slanciava verso Belluno. Tutto l’esercito dallo Stelvio al mare avanzava come una poderosa valanga, travolgendo il nemico.
Chi dirà tutta la grandiosa epopea che si svolse in quei tre giorni di tremenda battaglia? Chi numererà le armate, le divisioni, i reggimenti che si segnalarono in quella lotta? Chi le stazioni del duello mortale, gli ardimenti, le imprese? Forse la penna di un Omèro, di un Ossian, di un Milton? Verrà giorno in cui qualche poeta sorgerà a quelle grandi altezze e placherà col canto le Ombre immortali.
L’avversario non essendo più capace di ristabilire le linee spezzate, si ritirava. Si ritirava in modo tumultuario, tentando tenaci resistenze isolate, ostinandosi sui salienti montani, perdendo cannoni, materiali, prigionieri, sempre inseguito dai nostri. E i nostri soldati, passando traverso imboscate, agguati e insidie d’ogni sorta rovesciarono d’impeto tutte le resistenze e spazzarono via come un fetido accampamento di zingari tutto ciò che l’austriaco fuggendo aveva lasciato: il suo tanfo, la sua bava, il suo sudiciume, in quelle case profanate dov’erasi perpetrato un ladroneccio minuto e quotidiano, dove gli Ungheresi, i Germanici, i Turchi, i Bulgari erano entrati a rubare pane e onore col più cinico degli oltraggi con una frenesia di criminali esasperati. La disfatta nemica già delineatasi fin dal 28, decisa il 29, precipitava il 30; il 31 il suo fronte del Grappa era crollato, il 1° novembre quello dell’Altopiano e con essa si dissolse l’esercito nemico. Così a un anno di distanza, quell’esercito austriaco che seguendo le avanguardie germaniche aveva spezzato il nostro fronte, ebbe a sua volta il fronte spezzato, e ripiegava inseguito dai nostri e dalle maledizioni degli oppressi.
Le truppe italiane alle ore 15 e ¼ entravano in Trento al trotto serrato: prima gli squadroni di Alessandria, poi le “Fiamme verdi”, poi gli Alpini “Pavione”, poi i fanti della “Volturno” fra una pioggia di fiori e un delirio di applausi.
Sui monti si combatteva ancora l’ultima battaglia. Il nemico raccoglieva le sue ultime forze a resistere; erano gli ultimi tratti di una belva che muore, le ultime scintille di un grande incendio che dopo aver divampato in pianura illanguidisce e si spegne. Il nemico raccoglieva le vele.
D’un tratto fu visto Pinocchio staccarsi sull’orizzonte, correre con due bandiere e salire su di un monte in vista al nemico. Tutti stettero stupiti a guardarlo. Giunto lassù, dove nessun nemico era mai potuto salire, né alpinista, né guerriero, si fermò, con gli abissi sotto ai piedi, con la testa nel sole, come in una gran gloria d’oro. Fu visto spiegare un vessillo con una grand’aquila a due teste nel mezzo; l’odiata bandiera austriaca. Da principio fu un urlo generale dei nostri, un applauso generale dell’esercito nemico. Poi la scena cambiò. Fu visto Pinocchio lanciare con le braccia una maledizione al nemico, poi avvicinare una face alla bandiera che divampò fra un urlo generale di gioia e di imprecazioni.
Allora incominciò lo scoppiettìo della fucileria avversaria. Cessato l’incendio, il gran gigante di legno spiegò al vento un’altra bandiera assai più bella, dai tre colori simbolici; il rosso dei siculi vulcani, il bianco delle nevi alpine, il verde delle pianure lombarde; con la gran croce dei Savoia inquartata nel mezzo e scritto a grandissimi caratteri “Vittoria!” e la piantò fissa sul cucuzzolo del monte.
- Viva Foch e Diaz! – gridò Pinocchio.
Abbasso s’intonò l’inno di Garibaldi, fra un coro di voci, imponente...


Annunciata Beatrice Arrigoni: Pinocchio nuovo Maciste. Sue gesta gloriose nella guerra mondiale. 
L'opera è la fedele trascrizione del romanzo originale pubblicato nel 1920 dalla Società Tipografica Artigianelli di Pavia. Illustrato con le immagini dell'epoca. 
Pagine 124 - Prezzo di copertina € 16,00
Il volume è disponibile:
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