Tutti i volumi sono disponibili: dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it (consegna a mezzo corriere in tutta Italia), su tutti gli store di vendita online e in libreria. Gli e-book sono disponibili su streetlib store e tutte le piattaforme online.

lunedì 29 maggio 2023

Un nuovo volume si aggiunge alla collana Risorgimentalia. Pippo Lo Cascio: L'ombra del re Sole in Sicilia. La guerra civile di Messina 1674-1678

Agli eventi di quell’arco temporale 1674-1678 che vede la città di Messina al centro di una sommossa volta a scrollarsi di dosso la dominazione spagnola, si rivolge la più recente pubblicazione di Pippo Lo Cascio che ancora una volta con competenza e impegno, torna a far parlare le fonti, quelle fonti storiche che rimangono spesso silenti negli angusti angoli degli archivi, perché manoscritte. Eppure proprio tra le pieghe di quei fogli è descritto l’orrore delle guerre, la violenza della miseria e la compagnia dell’infinito dolore che ereditano gli abitanti.L’ultimo impegno dello studioso, vero topo d’archivio, è la scoperta e la trascrizione del manoscritto di Don Francesco Lo Cascio dove sono annotati gli accadi menti di Messina nei primi anni della seconda metà del Seicento. Nel manoscritto Historia delle guerre civili di Messina dell’anno 1672 sino al 1678: descritte da D.
Francesco Lo Cascio Palermitano, cappellano del monastero detto di Saladino, il racconto abbraccia i tempi dell’evento per fondersi nello scenario di una città che non tollera il giogo spagnolo e non perimetra la sua esistenza a servire e blandire un padrone, in quanto consapevole della ricchezza dei suoi commerci, della sua
capacità di relazionarsi con i paesi del Mediterraneo. […]
I privilegi che gli Spagnoli confermano a Messina non furono bastevoli per mantenere a freno l’ostilità contro gli stessi, ostilità che prendendo le mosse dalla rivolta per il prezzo del pane finisce con lo sfociare ben presto in richiesta ai Francesi di intervenire contro il dominio spagnolo. […]
Un manoscritto quasi diario di chi era presente ai fatti, di indescrivibile bellezza poetica si presentano le pagine che raccontano il momento in cui i Francesi prendono la decisione di abbandonare la città, noncuranti delle suppliche dei cittadini, in quanto non più “interessati” a difenderla. Sulla bilancia i Francesi mettono
l’assenza di vantaggi che a loro ne consegue dalla presenza a Messina e il sostegno a una città che chiede loro protezione. Le ragioni della prima avranno il sopravvento. Gli abitanti sono ben consapevoli delle conseguenze cui andranno incontro con il ritorno degli Spagnoli, ma le loro preghiere cadono nel vuoto.
Gli Spagnoli, infatti, impietosi per l’offesa subita, non faranno attendere gli esiti della loro collera.
(Dalla prefazione di Rita Cedrini)

Pagine 350 - Prezzo di copertina € 22,00
Riccamente corredato di foto 
Il volume è disponibile: 
Dal catalogo prodotti della casa editrice al link: https://www.ibuonicuginieditori.it/store/product/pippo-lo-cascio-lombra-del-re-sole-in-sicilia-la-guerra-civile-di-messina-1674-1678
Consegna a mezzo corriere in tutta Italia
Disponibile su tutti gli store di vendita online e in libreria. 

mercoledì 24 maggio 2023

Dopo cinquant'anni dall'ultima pubblicazione ritorna "Il pazzo che piacque a Dio. Biografia di padre Giovanni Messina" di Febo della Minerva, in occasione dell'anniversario della scomparsa di padre Giovanni Messina, fondatore della "Casa Lavoro e Preghiera per l'Infanzia Abbandonata" di Palermo

I Buoni Cugini editori ripubblicano oggi, in occasione dell'anniversario della morte di padre Giovanni Messina, "Il pazzo che piacque a Dio", pubblicato da Febo Della Minerva in data 8 settembre 1970. Il presente volume è la fedele trascrizione dell'opera originale ed offre in più una galleria fotografica maggiormente arricchita di foto dell'epoca. 
Il volume è disponibile in ebook al link: Il pazzo che piacque a Dio - ebook (streetlib.com) e su tutte le piattaforme online.
In cartaceo è disponibile su tutti gli store di vendita online, in libreria e dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it (consegna a mezzo corriere in tutta Italia) 

Padre Giovanni Messina per tutti “U Patri” o “Il pazzo di Dio”, nacque a Palermo il 01/04/1871 nello storico e poverissimo quartiere della Kalsa da una famiglia numerosa. I genitori, e in particolare la madre, gli diedero la base di una salda fede in Dio che si concluse nell’ordinazione sacerdotale il 21/03/1896. Da allora si dedicò instancabilmente e per tutta la vita ad aiutare i poveri e in particolare i piccoli e abbandonati, vivendo sempre in mezzo a loro negli umili quartieri della Kalsa e di Sant’Erasmo da lui affettuosamente chiamati “l’Africa di Palermo”. Confidando sempre nell’aiuto della Provvidenza e nelle elemosine spontanee, fondò a S. Erasmo la “Casa Lavoro e Preghiera per l’Infanzia Abbandonata” accogliendo un gran numero di orfani e abbandonati, togliendoli dalla strada, provvedendo alla loro salute e crescita, insegnando loro un mestiere per la reintroduzione dignitosa nella società. Il suo temperamento pratico e costruttivo, a volte irascibile, avente sempre il solo scopo di far del bene ai suoi orfanelli, lo portò spesso ad avere contrasti, in particolare con la Pubblica Amministrazione, ma il suo carattere forte e caparbio riuscì a portare a termine il grande edificio che ancor oggi si vede al Foro Italico, dove accolse per più di cinquant’anni un numero imprecisato di bambini; amato da i suoi “cari pulcini” che riconoscenti lo chiamarono “u Patri”, si spense di crepacuore il 24 maggio del 1949, fra le lacrime di una intera città. La sua vita, tribolata e vissuta intensamente come in un romanzo, è stata sempre rivolta alla ricerca del bene assoluto e della carità universale; un amore incondizionato verso Dio e i suoi piccoli orfanelli, e anche chi l’ha detestato mai ne ha sconfessata la sua opera caritatevole. Padre G. Messina è stato nominato dalla Chiesa “Servo di Dio”

I Buoni Cugini editori

"Debbo confessare che leggere questa biografia di P. Messina è stato per me una rivelazione. Quel prete pazzo si rivela un uomo di grandi ideali, di immenso coraggio, di totale impegno, di generosità eroica. Appare un forte, un dominatore, un gigante della virtù, un duro asceta che ha immolato tutta la sua vita al più puro amore di Dio, dei poveri, delle anime vergini, un abilissimo anche se rudissimo suscitatore di vocazioni religiose e direttore di anime consacrate al più duro esercizio della carità. In una parola, egli appare un prete vero, anzi un esemplare eccezionale di prete, un prete santo come suol dirsi, che significa molto di più che un santo prete".

Antonio Maria Travia
Arcivescovo titolare di Termini Imerese   

sabato 20 maggio 2023

Esce in ebook "I sette fratelli Natoli. Le vite singolari dei figli di Luigi Natoli tra la Belle Époque e il secondo dopoguerra in giro per il mondo". €9,90

 
Disponibile al link: I sette fratelli Natoli - ebook (streetlib.com) e su tutte le piattaforme online.
«Tutti intelligenti, ma ciascuno in partito diverso dagli altri»: così erano descritti i sette figli maschi dello scrittore palermitano Luigi Natoli, autore di una trentina di romanzi storici popolari tra i quali il famoso I Beati Paoli. Sebbene meno conosciuti del più illustre padre, furono a loro volta personaggi abbastanza straordinari, a suo tempo quasi tutti schedati dal regime fascista come oppositori, a ragione o (talvolta) a torto. Tutti e sette combatterono per l’Italia durante la Prima Guerra Mondiale. Tra loro, un eroe caduto tragicamente e decorato al valore militare; un famoso dirigente del Partito Repubblicano Italiano in esilio, dapprima animatore in Francia del milieu antifascista, in seguito sostenitore della repubblica spagnola contro Franco, protagonista di una fuga drammatica dall’Europa occupata dai nazisti che ha probabilmente ispirato, almeno in parte, la trama del film Casablanca, e infine deputato alla Costituente; un celebre militante anarchico «pericolosissimo», protagonista di sanguinose zuffe con i fascisti a Palermo, costretto a fuggire all’estero e implicato in attentati dinamitardi e complotti per uccidere Mussolini; un altro militante anarchico, perseguitato in patria fino a essere indotto al tradimento, che cercò di ricostruirsi una vita (e che vita!) tra le tribù dell’Abissinia per poi perdere tutto, travolto dalla caduta dell’Impero; uno dei disegnatori e fumettisti più noti d’Italia tra le due guerre; una delle spie più importanti dell’OVRA, attivo in Francia negli stessi anni; in ultimo, un fascista fanatico, veterano della Marcia su Roma e autore, negli anni della guerra, di romanzi gialli di successo di stampo antisemita. Non un romanzo, ma le vere storie di uomini singolari. La narrazione delle vite dei sette fratelli, ricostruite e documentate essenzialmente attraverso i fascicoli del Casellario Politico Centrale e della Polizia Politica, comincia durante la Belle Époque, continua sui fronti della Prima Guerra Mondiale, attraversa la dittatura fascista e arriva fino alla Repubblica; e spazia da Palermo a Parigi, da Madrid a Berlino, da Casablanca a New York, dal Cile all'Africa Orientale italiana. Questo non è il racconto di vicende familiari: piuttosto la storia vera di uomini singolari, sempre condizionati da una bruciante passione politica che li mise spesso l'uno contro l'altro e ne influenzò profondamente le traiettorie esistenziali. I loro destini si separarono, si riunirono, si divisero di nuovo, e si intrecciarono con gli avvenimenti storici epocali della prima metà del Novecento.

giovedì 18 maggio 2023

Esce in ebook l'ultima pubblicazione di fra' Domenico Spatola: Ricordi... in frammenti. Tasselli per un mosaico. € 6,50

Disponibile al link Ricordi... in frammenti - ebook (streetlib.com) e su tutti gli store online. 

In questa nuova pubblicazione fra' Domenico Spatola apre ai lettori il suo scrigno di Ricordi... in frammenti: da divertenti aneddoti di infanzia come la grande festa del Crocifisso a Monreale, la prima volta al cinema per vedere Marcellino pane e vino, i ricordi di nonna Grazia a drammi di vita come il terremoto del 15 gennaio 1968, che distrusse la valle del Belice e che lui visse da diciannovenne al convento di Castelvetrano. Ci presenterà i tanti frati cappuccini che hanno incrociato la sua vita, generose e amorevoli figure come padre Liborio da Giuliana o padre Aurelio di Gangi, personaggi illustri come il cardinale Salvatore Pappalardo e piccoli amici che tanto lo hanno amato come la cagnolina Lilly, il gatto Fofò e il cagnolino Oscar. I racconti si alternano a poesie, legate a ricordi o a eventi e personaggi da non dimenticare. Il libro è impreziosito dai disegni di Isabella Ceravolo. Per tanti sarà un tuffo nel passato, per altri la conoscenza di tradizioni e abitudini purtroppo scomparse: in entrambi i casi una piacevole e spesso commovente lettura.

"Frammenti come respiri del passato ancora efficaci a suscitare in ricordi tempo che fu e ancor rimane in nostalgie che rianimano sogni inattuati. Oggi rincorro col gusto dell'ora ciò che mi diede sostanza in tanti drammi di vita, inanellati con senso al momento scoperto come scorrere logico di ciò che significa. Compresi, or che lampada è tremula, in guizzi ancor non fiochi, eppur rassegnati all'idea delle radici, che nei fiori rivivono come semi a speranza. Così organizzo racconti di storia trascolorata in fantasia mai spenta e sempre feconda. Vedi racconti, alterni a poesie, creature che lo spirito adotta, per soffiare infinito, nell'animo di chi crede che l'amore fatica vincendo sua battaglia del tempo". (Fra' Domenico Spatola)

Esce in ebook La civile indifferenza. Le parole di Liliana Segre fedelmente raccolte e trascritte dalle sue testimonianze. A cura di Anna Squatrito

Disponibile al link:  La civile indifferenza - ebook (streetlib.com e su tutte le piattaforme online. 

Come editori abbiamo ideato un progetto: raccogliere e trascrivere le testimonianze della senatrice Liliana Segre sulla sua esperienza di ragazzina che ha vissuto la Shoah e farne un volume da proporre soprattutto ai giovani, quale preziosa lezione sul valore della vita. Abbiamo sottoposto il progetto alla Senatrice Segre che con nostra grande gioia lo ha accettato: da quel momento, abbiamo ascoltato le sue parole nei diversi incontri da lei fatti con i giovani nelle scuole (gli incontri sono indicati nella premessa del libro) ed abbiamo composto il libro trascrivendo tutti i passi della sua terribile esperienza, in ordine cronologico, dal momento in cui sono state emesse le leggi razziali del 5 settembre 1938 e Liliana Segre, bambina di otto anni, non può più frequentare la scuola pubblica, fino alla fuga, all’arresto, alla deportazione, alla vita nel campo di Auschwitz-Birkenau, alla marcia della morte, ai successivi campi, fino alla liberazione nell’aprile del 1945. Ogni passo della pubblicazione è stato sottoposto all’attenzione della Senatrice Segre e da lei approvato: dalla prima bozza del libro, alla composizione della copertina, al titolo, alla quarta di copertina… Non abbiamo fatto nulla senza prima avere il suo consenso. Ed ecco il libro, LA CIVILE INDIFFERENZA, che si compone di due parti: nella prima la testimonianza di Liliana Segre diretta, chiara, in diversi punti commovente, nel suo complesso tragica e “indicibile”. Nella seconda “La dichiarazione sulla razza e le leggi razziali del 1938”: la trascrizione delle leggi razziali emesse il 5 settembre, il 6 ottobre, il 15 novembre, il 17 novembre del 1938 e l’elenco delle successive. La foto in copertina, che riassume perfettamente il titolo del libro, è di Maria Luisa Lamanna: "la civile indifferenza" chiude le finestre, e ti lascia dietro a un muro grigio.

I Buoni Cugini editori. 

Un nuovo volume si aggiunge alla Collana RisorgimentaliA: L'ombra del re Sole in Sicilia. La guerra civile di Messina 1674-1678

Agli eventi di quell’arco temporale 1674-1678 che vede la città di Messina al centro di una sommossa volta a scrollarsi di dosso la dominazione spagnola, si rivolge la più recente pubblicazione di Pippo Lo Cascio che ancora una volta con competenza e impegno, torna a far parlare le fonti, quelle fonti storiche che rimangono spesso silenti negli angusti angoli degli archivi, perché manoscritte. Eppure proprio tra le pieghe di quei fogli è descritto l’orrore delle guerre, la violenza della miseria e la compagnia dell’infinito dolore che ereditano gli abitanti. L’ultimo impegno dello studioso, vero topo d’archivio, è la scoperta e la trascrizione del manoscritto di Don Francesco Lo Cascio dove sono annotati gli accadimenti di Messina nei primi anni della seconda metà del Seicento. Nel manoscritto Historia delle guerre civili di Messina dell’anno 1672 sino al 1678: descritte da D. 
Francesco Lo Cascio Palermitano, cappellano del monastero detto di Saladino, il racconto abbraccia i tempi dell’evento per fondersi nello scenario di una città che non tollera il giogo spagnolo e non perimetra la sua esistenza a servire e blandire un padrone, in quanto consapevole della ricchezza dei suoi commerci, della sua
capacità di relazionarsi con i paesi del Mediterraneo. […]
I privilegi che gli Spagnoli confermano a Messina non furono bastevoli per mantenere a freno l’ostilità contro gli stessi, ostilità che prendendo le mosse dalla rivolta per il prezzo del pane finisce con lo sfociare ben presto in richiesta ai Francesi di intervenire contro il dominio spagnolo. […]
Un manoscritto quasi diario di chi era presente ai fatti, di indescrivibile bellezza poetica si presentano le pagine che raccontano il momento in cui i Francesi prendono la decisione di abbandonare la città, noncuranti delle suppliche dei cittadini, in quanto non più “interessati” a difenderla. Sulla bilancia i Francesi mettono
l’assenza di vantaggi che a loro ne consegue dalla presenza a Messina e il sostegno a una città che chiede loro protezione. Le ragioni della prima avranno il sopravvento. Gli abitanti sono ben consapevoli delle conseguenze cui andranno incontro con il ritorno degli Spagnoli, ma le loro preghiere cadono nel vuoto.
Gli Spagnoli, infatti, impietosi per l’offesa subita, non faranno attendere gli esiti della loro collera.

Dalla prefazione di Rita Cedrini

Pippo Lo Cascio: L'ombra del re Sole in Sicilia. La guerra civile di Messina 1674-1678.
Pagine 350 - Prezzo di copertina € 22,00
Riccamente corredato di foto dell'epoca. 
Disponibile dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it (consegna a mezzo corriere in tutta Italia) 
https://www.ibuonicuginieditori.it/store/product/pippo-lo-cascio-lombra-del-re-sole-in-sicilia-la-guerra-civile-di-messina-1674-1678
Disponibile su tutti gli store di vendita online e in libreria. 

giovedì 27 aprile 2023

Un principe innovatore, la storia di Carlo Cottone. Ripubblicato il testo di Isidoro La Lumia. Dal Giornale di Sicilia di domenica 23 aprile 2023


Chi transita a Palermo in piazza Castelnuovo si trova davanti la meraviglia del Politeama e la statua di un signore che nessuno sa chi sia. Eppure la piazza porta il suo nome, Carlo Cottone, principe di Castelnuovo, vissuto tra il 1823 e il 1879. Non uno qualunque. Politico italiano, di fede liberale fu un oppositore al regime dei Borbone, fu deportato a Favignana e successivamente graziato per intercessione del governo inglese. Rientrato a Palermo, occupò la carica di ministro delle Finanze. Nel 1812 riuscì a far approvare dal Parlamento Siciliano la Carta Costituzionale che, oltre alla separazione dei poteri, conteneva la libertà di stampa e l'abolizione del feudalesimo. 
A tracciarne il profilo fu un altro siciliano di fama: Isidoro La Lumia, fra i più grandi storici dell'epoca. Quel suo libretto è stato ripubblicato dai tipi de "I Buoni Cugini editori" (pagine 104, 15 euro). Una chicca che contiene anche una piacevole prefazione dello storico Lino Buscemi. 


Isidoro La Lumia: Carlo Cottone, principe di Castelnuovo. 
Pagine 102 - Prezzo di copertina € 15,00
In appendice: Articoli fondamentali della Costituzione Siciliana del 1812. Introduzione di Lino Buscemi. 
Disponibile dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it (consegna a mezzo corriere in tutta Italia)
Disponibile su tutti gli store di vendita online e in libreria. 

venerdì 21 aprile 2023

Giulia e Antonio Petrucci: L'estate dei microbi. Accadde a Romagnolo. Alla via dei Librai, presentazione domenica 23 aprile alle ore 11:00 presso il sagrato della Cattedrale.


Il romanzo di Giulia e Antonio Petrucci, L’estate dei microbi, trae spunto dai fatti che a Palermo diedero inizio al degrado della costa di Romagnolo, un tempo famosa per la sua bellezza e successivamente distrutta dagli abusivismi edilizi e dalle discariche, come a voler continuare l’opera di devastazione iniziata al Foro Italico dopo la seconda guerra mondiale. Il degrado della zona è andato avanti nel tempo, ma alla fine degli anni ’60, epoca in cui si svolge la storia, c’erano ancora gli Stabilimenti balneari dove i palermitani, sia di nobili che di umili origini, vivevano il mare tra tuffi e giochi; divertimenti che continuavano anche dopo il tramonto del sole, nelle serate danzanti dell’orchestra sulla “terrazza a mare”, e nei tantissimi ristoranti che circondavano i lidi. Un romanzo in cui sullo sfondo di una realtà a noi vicina si muovono personaggi di fantasia: i quattro fratelli Guiscardi e i loro figli, caratterialmente diversi ma tutti uniti in una lotta per l’onestà, per la difesa del mare e dello Stabilimento balneare in un tempo in cui tutto, istituzioni comprese, erano in mano a corruzione e mafia. 
Immagini poetiche quelle dei “Bagni di mare”, narrate dai fratelli Petrucci in questo libro scritto cinquant'anni fa e pubblicato oggi con I Buoni Cugini editori, di un tempo che fu della vecchia Romagnolo, di un mare pulito, curato e invitante che i palermitani di oggi non sanno o non riescono neppure a immaginare....

 

venerdì 27 gennaio 2023

Quel 27 gennaio 1945 io ero una di quelle disgraziate che camminava... - Tratto da La civile indifferenza. Le parole di Liliana Segre...

Settecento chilometri a piedi.
Voi pensate queste schiere di 56.000 scheletri.
Di gente che aveva perso già tutto.
Che era prigioniera da un anno come ero io o da più tempo, o qualcuno da poco.
Avviata per chilometri, per mesi, sulle strade prima polacche, poi tedesche, per sfuggire all’Armata Rossa. E i tedeschi non volevano far trovare noi.
Il 27 di gennaio del 1945, giorno della Memoria, io ero una di quelle disgraziate che camminava e che non poteva cadere per terra.
Non potevi appoggiarti a nessuno, e nessuno poteva appoggiarsi a te. 
Non si poteva cadere: chi cadeva, in quei sentieri pieni di neve, veniva finito con una fucilata alla testa dalle guardie della scorta che venivano cambiate perché si dovevano riposare.
Nessuno poteva rimanere lì, sulla neve, vivo.
Tornata in Italia, alla fine di agosto del 45, dopo qualche tempo ho cominciato a guardare la carta geografica, perché la mia ignoranza era totale, e non avevo neanche ben capito da Auschwitz   dove ci avessero portato. E quando ho visto che da lì a piedi, in varie marce, siamo arrivati (quelli che sono arrivati vivi) fino al nord della Germania, che avevamo fatto settecento chilometri, beh... una volta di più ho pensato:
«Ma come ha fatto quella Liliana lì, di quattordici anni, compiuti ad Auschwitz   da sola?»
Una gamba davanti all’altra.
Una gamba davanti all’altra, una gamba davanti all’altra, una gamba davanti all’altra...
Cammina, cammina, cammina...
Voglio vivere, voglio vivere, voglio vivere...
Ci gettavamo sui letamai, negli immondezzai, mangiavamo qualunque schifezza che avessimo trovato, gli scarti dei civili tedeschi che ci rubavamo una con l’altra, ossa rosicchiate già da un cane, sicure che il giorno dopo avremmo avuto vomito, diarrea... scheletri orribili con le bocche sporche... ma intanto lo stomaco si riempiva e il cervello comandava.
Cammina, cammina, cammina, cammina...
E allora la Marcia della Morte si trasforma in marcia per la Vita.
Voi giovani dovete sempre pensare che la vostra marcia deve esser sempre una marcia per la vita! Mai buttarla via questa vita! La vita è una cosa importantissima, è una cosa meravigliosa, è una cosa straordinaria perché anche attraverso il dolore, attraverso le esperienze più negative, ti può arrivare alla fine un bambino che ti dice: «Ma tu nonna sei il mio arcobaleno.»
Una gamba davanti all’altra... ed era faticosissimo, ed era la neve e c’eravamo noi su quelle strade dove camminammo per giorni e giorni, traversando paesini e città, i cui nomi neanche mi ricordo, dove i civili tedeschi non aprivano mai le finestre per darci un piccolo aiuto, per darci una sciarpa, per darci un pezzo di pane. Come fecero i detenuti di San Vittore.
No... erano tutte asserragliate le persone.
Nell’indifferenza.
«Ma noi non sapevamo.» 
Hanno detto dopo la guerra. Non sapevano neanche quelli che avevano le case ai bordi del lager. Loro non sapevano. 
Era meglio non sapere. 
Era meglio dire: 
«No, non sapevamo niente.» 
Era più facile. 
L’indifferenza. Lo stupore per il male altrui. 
Beh, camminavamo su quelle strade, soprattutto di notte, strade di campagna, strade secondarie, e venivano uccisi con una fucilata alla testa quelli che cadevano... 
Morti senza tomba che sono rimasti lì per la colpa di esser nati. 
Io non li guardavo, io non volevo sapere. 
Non volevo vedere quella strada con la neve rossa. Non volevo vedere quello che accadeva intorno a me. 
E camminammo, camminammo. 
Eravamo fortissimi! 
Nella nostra debolezza eravamo di una forza straordinaria, e io cerco sempre di trasmettere questa forza a voi giovani, miei nipoti ideali. Non dite che siete stanchi, non è vero. Siamo fortissimi! Ce la fate, ce la facciamo, se vogliamo. Possiamo fare tantissimo con le nostre forze. 
Io l’ho visto in quella povera disgraziata Liliana che camminava con le altre, una gamba davanti all’altra. 
E ci furono altri lager.
Tutti pensati dal male assoluto, tutti pensati con crudeltà, con cattiverie, con togliere la dignità completamente alle persone. 


La civile indifferenza. Le parole di Liliana Segre fedelmente raccolte e trascritte dalle sue testimonianze. A cura di Anna Squatrito. In appendice "La dichiarazione sulla razza e le leggi razziali del 1938": la trascrizione delle leggi razziali emesse il 5 settembre, il 6 ottobre, il 15 novembre, il 17 novembre del 1938 e l’elenco delle successive. La foto in copertina, che riassume perfettamente il titolo del libro, è di Maria Luisa Lamanna: "la civile indifferenza" chiude le finestre, e ti lascia dietro a un muro grigio.  
Pagine 174 - Prezzo di copertina € 13,00
Disponibile dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it (consegna a mezzo corriere in tutta Italia)
Disponibile su tutti gli store di vendita online e nelle migliori librerie. 

sabato 12 novembre 2022

E martedì 15 novembre non perdetevi la prossima presentazione dell'inarrestabile Monica Bartolini: Alle loro Eccellenze. Romanzo storico-poliziesco


 

Monica Bartolini: Pomeriggio in giallo (10 nov. 2022) presentazione del romanzo ALLE LORO ECCELLENZE

Sempre una grande soddisfazione per noi editori vedere l'autrice o l'autore che ama il suo libro, e insieme a lui percorre una bella strada. 
Monica Bartolini, la Rossachescrivegialli, di soddisfazioni ce ne dà tante... E la cura del particolare che studia, nel percorso della sua bella strada con il suo ultimo romanzo "Alle loro Eccellenze" (ma lo stesso ha fatto anche con gli altri) esprime l'amore per la sua "creatura" e dà tanto valore al nostro lavoro.
Grazie, cara Buona Cugina. 

ALLE LORO ECCELLENZE. 
Romanzo storico-poliziesco. 

Non c’è luogo e momento storico della storia dell’Italia unita che mi affascini di più se non la Roma di fine XIX secolo. Alla nascita della nuova Capitale del Regno sabaudo, infatti, sono legate circostanze politiche ed economiche di portata epocale per la nostra Nazione, sottese ai grandi mutamenti che la città subì per uniformarla ai canoni urbanistici delle altre capitali europee, vicende che sono narrate nel romanzo con dovizia di particolari storici. Quello, però, rappresenta solo lo sfondo di un’investigazione poliziesca di altri tempi, con procedure antesignane delle moderne tecniche forensi alle quali, invece, ho attinto a piene mani per l’investigazione del Maresciallo (ormai Luogotenente) Piscopo in Per interposta persona. Un esempio su tutti riguarda la salvaguardia dell’integrità della scena del crimine, concetto ai giorni nostri arcinoto, ma mai normato da legge italiana prima del 1865, quando si presentò la stringente necessità di disciplinare l’unificazione di tutto l’apparato amministrativo del neonato Regno, comprese quindi le procedure di Pubblica Sicurezza. L’art. 17, comma 1, Allegato B della c.d. “legge Rattazzi”, disponeva che: “La Forza Armata che proceda a qualunque arresto, od intervenga sul luogo del commesso reato, è specialmente incaricata di sorvegliare a che sino all’intervento dell’Autorità competente non venga alterato lo stato delle cose; si presteranno però frattanto i necessari soccorsi a chi può averne d’uopo.” Ecco perché i due militari che intervengono sulla scena del crimine nei pressi di Porta Pinciana, custodiscono i luoghi nell’attesa che arrivi il Funzionario di Polizia Giudiziaria, come leggerete tra qualche pagina. Immaginare scenari criminali in una Roma completamente trasfigurata rispetto a quella moderna è stata per me una sfida ma, parimenti, un immenso piacere. Mi auguro che valga altrettanto per voi lettori (dalla prefazione dell'autrice).

Il volume è disponibile: 
Dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it
Su tutti gli store di vendita online e nelle migliori librerie. 








mercoledì 2 novembre 2022

Nicolò Perniciaro: La festa dei morti. Tratto da: Arte e dialoghi di viddanarìa a Mezzojuso


Quando eravamo piccolini, il pomeriggio della vigilia della festa dei morti, mamma ci diceva: 
– Picciotti, ṛumani sunnu i morti; nsoccu vuliti ca v’ann’a purtari, ah? ṛicitimillu a mia, ca ci u fazzu sapiri e ṛumani matina l’attruvati.– 
– Mamà, iò vògghiu a pupa ṛi zùccaru, a regina, chî cioccolatti e un cachì – rispondeva mia sorella.
– Iò vògghiu u re chî carameli e un pugnu ṛi ṛiavulicchi; iò u cavaḍḍu cû cavaleri, un cachì e napocu ṛi cioccolattini; iò vògghiu puru u re, però a mia ci â diri ca ci ann’a mèttiri, scanci ṛi carameli, ‘na trizza ṛi ficu e un cachì – chiedevamo rispettivamente io, Nino e Toto. 
Mamma per ognuno di noi preparava uno scatolo con della carta decorata, poi ci rimboccava le coperte e ci dava il bacio della buona notte, dicendo: 
– Però vuatri stanotti ‘un v’at’a sùsiri ṛû lettu, pi nessun mutivu, masinò i morti appena vìṛinu muvimentu, ‘un scìnninu ṛû paraṛisu e ‘un pòrtanu nenti; si pi casu v’at’a sùsiri, mi chiamati; iò sàcciu nsoccu ṛìrici ê morti; mi raccumannu!– 
– ‘Un ti preoccupari, mamà, stamu ntô lettu finu a quannu agghiorna – rispondevamo tutti e quattro. 
L’indomani mattina, appena svegli, il nostro primo pensiero era quello di andare a vedere cosa ci avessero portato i morti; tutti e quattro, prendendo ciascuno il proprio pupo di zùccaru, correvamo dalla mamma: 
– Mamà, miiih, raggiuni avii! i morti ni fìciru attruvari nsoccu t’avìimu ṛittu!–  
I pupi di zùccaro non venivano mangiati subito ed erano conservati dentro la vetrina, dove, a volte, restavano per mesi. L’unico che mangiava quasi subito il suo pupo era Nino, mentre noi li lasciavamo esposti gustandone un pezzetto ogni tanto. 
Nino era molto goloso e, dopo aver mangiato il suo pupo di zùccaro, incominciava, di nascosto, a mangiarsi anche i nostri.
Per non farsi scoprire, era solito incominciare a spizzicare il pupo dalla parte posteriore, puntellandolo con un bicchiere per non farlo cadere e, nel giro di alcuni giorni, mangiava tutto il dietro dei pupi di zùccaro, che continuavano, esteriormente interi, a far bella mostra di sé dentro la vetrina. 
Grande era la delusione mia e di mia sorella quando scoprivamo che ai nostri pupi mancava tutta la parte di dietro. 
Mia madre ogni anno ci ripeteva sempre la stessa cosa: 
– A curpa è puru vostra, ca i lassati finu nt’austu senza mancu talialli; chi vuliti ṛi mia, ah? uvatri ‘un lu canusciti a Ninu, ah? iḍḍu pi tutti sti liccumarii e cosaṛuci va caṛennu; chi fa l’ammazzu ora? chi ci pozzu fari? a curpa è vostra! Vi servi comu nsignamentu; è storia ṛi ognaṛannu e vuatri ci caṛiti sempri; ognaṛannu sempri a stessa stòria; arrivatu a stu puntu, bonu fa!– 
A mano a mano che diventavamo più grandi, andavamo capendo che non erano i morti a portarci i “pupi ṛi zùccaru” e i dolciumi, ma che era la mamma a farceli trovare. 


Nicolò Perniciaro: Arte e dialoghi di viddanaria a Mezzojuso. A cura di Antonino Perniciaro. Prefazione di Pippo Oddo. 

Pagine 367 - Prezzo di copertina € 25,00
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