lunedì 29 maggio 2023
Un nuovo romanzo si aggiunge alla collana Albatro Randagio: La notte dei pesci volanti. Storie di Romagnolo di Antonio Petrucci
Un nuovo volume si aggiunge alla collana Risorgimentalia. Pippo Lo Cascio: L'ombra del re Sole in Sicilia. La guerra civile di Messina 1674-1678
mercoledì 24 maggio 2023
Dopo cinquant'anni dall'ultima pubblicazione ritorna "Il pazzo che piacque a Dio. Biografia di padre Giovanni Messina" di Febo della Minerva, in occasione dell'anniversario della scomparsa di padre Giovanni Messina, fondatore della "Casa Lavoro e Preghiera per l'Infanzia Abbandonata" di Palermo
Padre Giovanni Messina per tutti “U Patri” o “Il pazzo di Dio”, nacque a Palermo il 01/04/1871 nello storico e poverissimo quartiere della Kalsa da una famiglia numerosa. I genitori, e in particolare la madre, gli diedero la base di una salda fede in Dio che si concluse nell’ordinazione sacerdotale il 21/03/1896. Da allora si dedicò instancabilmente e per tutta la vita ad aiutare i poveri e in particolare i piccoli e abbandonati, vivendo sempre in mezzo a loro negli umili quartieri della Kalsa e di Sant’Erasmo da lui affettuosamente chiamati “l’Africa di Palermo”. Confidando sempre nell’aiuto della Provvidenza e nelle elemosine spontanee, fondò a S. Erasmo la “Casa Lavoro e Preghiera per l’Infanzia Abbandonata” accogliendo un gran numero di orfani e abbandonati, togliendoli dalla strada, provvedendo alla loro salute e crescita, insegnando loro un mestiere per la reintroduzione dignitosa nella società. Il suo temperamento pratico e costruttivo, a volte irascibile, avente sempre il solo scopo di far del bene ai suoi orfanelli, lo portò spesso ad avere contrasti, in particolare con la Pubblica Amministrazione, ma il suo carattere forte e caparbio riuscì a portare a termine il grande edificio che ancor oggi si vede al Foro Italico, dove accolse per più di cinquant’anni un numero imprecisato di bambini; amato da i suoi “cari pulcini” che riconoscenti lo chiamarono “u Patri”, si spense di crepacuore il 24 maggio del 1949, fra le lacrime di una intera città. La sua vita, tribolata e vissuta intensamente come in un romanzo, è stata sempre rivolta alla ricerca del bene assoluto e della carità universale; un amore incondizionato verso Dio e i suoi piccoli orfanelli, e anche chi l’ha detestato mai ne ha sconfessata la sua opera caritatevole. Padre G. Messina è stato nominato dalla Chiesa “Servo di Dio”
"Debbo confessare che leggere questa biografia di P. Messina è stato per me una rivelazione. Quel prete pazzo si rivela un uomo di grandi ideali, di immenso coraggio, di totale impegno, di generosità eroica. Appare un forte, un dominatore, un gigante della virtù, un duro asceta che ha immolato tutta la sua vita al più puro amore di Dio, dei poveri, delle anime vergini, un abilissimo anche se rudissimo suscitatore di vocazioni religiose e direttore di anime consacrate al più duro esercizio della carità. In una parola, egli appare un prete vero, anzi un esemplare eccezionale di prete, un prete santo come suol dirsi, che significa molto di più che un santo prete".
Antonio Maria Travia
sabato 20 maggio 2023
Esce in ebook "I sette fratelli Natoli. Le vite singolari dei figli di Luigi Natoli tra la Belle Époque e il secondo dopoguerra in giro per il mondo". €9,90
giovedì 18 maggio 2023
Esce in ebook l'ultima pubblicazione di fra' Domenico Spatola: Ricordi... in frammenti. Tasselli per un mosaico. € 6,50
Esce in ebook La civile indifferenza. Le parole di Liliana Segre fedelmente raccolte e trascritte dalle sue testimonianze. A cura di Anna Squatrito
Disponibile al link: La civile indifferenza - ebook (streetlib.com e su tutte le piattaforme online. Un nuovo volume si aggiunge alla Collana RisorgimentaliA: L'ombra del re Sole in Sicilia. La guerra civile di Messina 1674-1678
giovedì 27 aprile 2023
Un principe innovatore, la storia di Carlo Cottone. Ripubblicato il testo di Isidoro La Lumia. Dal Giornale di Sicilia di domenica 23 aprile 2023
Chi transita a Palermo in piazza Castelnuovo si trova davanti la meraviglia del Politeama e la statua di un signore che nessuno sa chi sia. Eppure la piazza porta il suo nome, Carlo Cottone, principe di Castelnuovo, vissuto tra il 1823 e il 1879. Non uno qualunque. Politico italiano, di fede liberale fu un oppositore al regime dei Borbone, fu deportato a Favignana e successivamente graziato per intercessione del governo inglese. Rientrato a Palermo, occupò la carica di ministro delle Finanze. Nel 1812 riuscì a far approvare dal Parlamento Siciliano la Carta Costituzionale che, oltre alla separazione dei poteri, conteneva la libertà di stampa e l'abolizione del feudalesimo.
A tracciarne il profilo fu un altro siciliano di fama: Isidoro La Lumia, fra i più grandi storici dell'epoca. Quel suo libretto è stato ripubblicato dai tipi de "I Buoni Cugini editori" (pagine 104, 15 euro). Una chicca che contiene anche una piacevole prefazione dello storico Lino Buscemi.
venerdì 21 aprile 2023
Giulia e Antonio Petrucci: L'estate dei microbi. Accadde a Romagnolo. Alla via dei Librai, presentazione domenica 23 aprile alle ore 11:00 presso il sagrato della Cattedrale.
venerdì 27 gennaio 2023
Quel 27 gennaio 1945 io ero una di quelle disgraziate che camminava... - Tratto da La civile indifferenza. Le parole di Liliana Segre...
sabato 12 novembre 2022
Monica Bartolini: Pomeriggio in giallo (10 nov. 2022) presentazione del romanzo ALLE LORO ECCELLENZE
Non c’è luogo e momento storico della storia dell’Italia unita che mi affascini di più se non la Roma di fine XIX secolo. Alla nascita della nuova Capitale del Regno sabaudo, infatti, sono legate circostanze politiche ed economiche di portata epocale per la nostra Nazione, sottese ai grandi mutamenti che la città subì per uniformarla ai canoni urbanistici delle altre capitali europee, vicende che sono narrate nel romanzo con dovizia di particolari storici. Quello, però, rappresenta solo lo sfondo di un’investigazione poliziesca di altri tempi, con procedure antesignane delle moderne tecniche forensi alle quali, invece, ho attinto a piene mani per l’investigazione del Maresciallo (ormai Luogotenente) Piscopo in Per interposta persona. Un esempio su tutti riguarda la salvaguardia dell’integrità della scena del crimine, concetto ai giorni nostri arcinoto, ma mai normato da legge italiana prima del 1865, quando si presentò la stringente necessità di disciplinare l’unificazione di tutto l’apparato amministrativo del neonato Regno, comprese quindi le procedure di Pubblica Sicurezza. L’art. 17, comma 1, Allegato B della c.d. “legge Rattazzi”, disponeva che: “La Forza Armata che proceda a qualunque arresto, od intervenga sul luogo del commesso reato, è specialmente incaricata di sorvegliare a che sino all’intervento dell’Autorità competente non venga alterato lo stato delle cose; si presteranno però frattanto i necessari soccorsi a chi può averne d’uopo.” Ecco perché i due militari che intervengono sulla scena del crimine nei pressi di Porta Pinciana, custodiscono i luoghi nell’attesa che arrivi il Funzionario di Polizia Giudiziaria, come leggerete tra qualche pagina. Immaginare scenari criminali in una Roma completamente trasfigurata rispetto a quella moderna è stata per me una sfida ma, parimenti, un immenso piacere. Mi auguro che valga altrettanto per voi lettori (dalla prefazione dell'autrice).














