Tutti i volumi sono disponibili: dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it (consegna a mezzo corriere in tutta Italia), su tutti gli store di vendita online e in libreria. Gli e-book sono disponibili su streetlib store e tutte le piattaforme online.

martedì 4 aprile 2017

Marco Gregò: Nella terra del sole che sboccia

Questo è un libro che può essere letto da chiunque, ma che può essere apprezzato solo da chi non è cresciuto troppo. Le persone che dentro di sé hanno dei rimasugli di fanciullezza, potranno essere più propense ad apprezzarlo; questa non è una legge né una certezza, solo una sensazione.
Leggendo il libro noterai come la scrittura scivola e si ingarbuglia in tanti stili differenti e muta di volta in volta. Diventa cupa, poi allegra, poi romantica, a tratti demenziale, delle volte riflessiva, e così via, perché ho cercato di fare in modo che fosse il più vicino possibile alla realtà. Noi siamo“succubi” di un’infinità di emozioni differenti durante anche una singola giornata, che condizionano ed alternano il nostro stato d’animo, a volte da un momento all’altro, influenzando anche il nostro modo di reagire ad esse, ma molto spesso senza neanche rendercene conto. Se io provassi a descrivere la mia giornata di ieri, ad esempio, sarei probabilmente piatto nella descrizione, perché non mi sono soffermato con attenzione a tutto quello che mi è capitato laddove gli occhi non arrivano a guardare. Il libro è attento e vigile a queste sfumature, alcuni lo potranno adorare, altri no, ma è questo l’aspetto più divertente.
Quando l’ho scritto per la prima volta, avevo poco più di vent’anni e non avevo assolutamente la maturità letteraria idonea a scrivere un romanzo, e quando parlo di maturità letteraria intendo che la mia penna non era abbastanza ferma. In quattro\cinque anni il mio lavoro si è incentrato su questo. La storia non si è mossa, perché era già ben salda, ma la mia penna – per usare un termine poetico – non si era ancora “addomesticata”. E solo una volta conclusi questi quattro anni, ho imparato ad addomesticarla, e mi sono da subito reso conto che se lo avessi ricominciato da capo sarebbe potuto diventare ancora migliore, ma mi sono conservato per un prossimo.
Il protagonista stesso, in origine era sbagliato, era sbagliato perché non commetteva errori, non si contraddiceva, era tutto troppo troppo “romanzato”, cosa che per me, quando si tratta di personaggi, è un brutto difetto. Perciò ho voluto farlo un po’ più incoerente come tutti, perché è una persona reale e deve agire nella realtà. Ci sentiamo tutti perfetti, ma se ci vediamo da fuori non lo siamo affatto, ed è esattamente questo che volevo, che i lettori lo notassero e apprezzassero i loro difetti. Il sole che sboccia è una metafora per dire che anche quando ci sentiamo derubati di tutto siamo in grado di ricominciare a vivere.
 
Marco Gregò
 
 

 
Tratto dall'intervista di Candido Marinelli (Inkblot.it)
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Intervista a Marco Gregò, autore del romanzo Nella terra del sole che sboccia

Intervista di Candido Marinelli (inkblot.it) a Marco Gregò, autore del romanzo: "Nella terra del sole che sboccia".

La prima volta che ho sentito parlare di lui, fu ad una premiazione di un concorso letterario. Vinse con un racconto d’amore cinico, spiazzante, struggente. Non si presentò a ritirare il premio. La prima volta che l’ho visto, fu ad una presentazione di un libro, organizzata dalla libreria che per anni è stata la sua seconda casa. Si nascondeva dietro le pagine del suo libro in lettura.
La prima volta che abbiamo avuto modo di parlarci, mi ha consigliato la lettura di Musica per organi caldi di  Charles Bukowski, ancor prima di chiedersi chi fossi. Non l’ho mai ringraziato e colgo al volo l’occasione. Ho sempre saputo che questo momento sarebbe arrivato, Marco Gregò è uno scrittore da sempre ed ora con la pubblicazione del suo primo romanzo, “Nella terra del sole che sboccia” – I Buoni Cugini Editori , anche il resto del mondo può averne prova. In bocca al lupo Marco!
Candido Marinelli:-Prima di parlarci un po’ del tuo libro d’esordio, ci piacerebbe conoscere te , Marco Gregò. Raccontaci un po’ la tua storia: chi sei, da dove vieni, che studi hai fatto e perché e cosa volevi fare da grande….
Marco Gregò:-Prima di rispondere a queste affascinanti domande che mi hanno dato molto da riflettere volevo davvero ringraziarti per essere stato il primo ad avermi concesso un piccolo spazio, l’ho apprezzato e te ne sono grato, sperando anch’io di riuscire un giorno a leggere qualcosa di tuo. Comunque, cosa volevo fare da grande? (Ride) Bella domanda, non lo so ancora. Sono sempre stato un tipo molto silenzioso. Ho fatto un semplice istituto tecnico che è di solito la scelta che compi quando non hai abbastanza voglia di studiare, e allo stesso tempo ti manca il coraggio di scegliere ciò che veramente vuoi, o magari non lo sai. Non ho mai concesso grandi libertà ai miei istinti di venir fuori, ho racimolato negli anni una ingombrante sensibilità, che mi ha spesso e volentieri regalato qualità particolari. Ho passato gran parte della mia adolescenza ad ascoltare, ad osservare, e delle volte ad isolarmi. Ho conosciuto la letteratura da molto piccolo, ma l’ho compresa solo molto più tardi, in un periodo buio quando nessuno comprendeva me mentre lei sì, ed è così che ci s’innamora di solito. Ho cominciato a leggere un libro dopo l’altro sviluppando nel tempo un tatto particolare nei confronti degli altri, io infatti tendo a non offendere e non ferire mai nessuno, cercando di non imporre mai il mio pensiero, al massimo di proporlo.Secondo me non c’è nulla di più insignificante di qualcuno che ti ferisce perché ti dice quello che gli passa per la testa senza che però nessuno glielo abbia chiesto, spacciando ciò che pensa per verità.Io mi trovavo circondato da elementi simili, e mi fa veramente strano vedere il modo in cui le persone si identifichino come “vere” perché “dicono sempre quello che pensano”, quando per me una persona vera è una persona che fa quello che dice, non chi nasconde la sua stronzaggine dietro un ipotetico concetto di autenticità. E che non si dica di me, come ho delle volte sentito in giro, che io non sono in grado di dire ciò che penso, direi al massimo che non sono uno che dice le cose nel modo in cui le pensa, ma voglio dire, dovrà pur vedersi da qualche parte e venir fuori quella tanto acclamata differenza che c’è tra un uomo ed un cretino, no?
C.M.:-Come mai hai scelto di fare lo scrittore? C’è un “fuoco sacro” dietro questa scelta? Perché questo e non un altro lavoro?
M.G.:- Penso che il giorno in cui la scrittura sarà da me vissuta come un lavoro, sarà lo stesso giorno in cui la mia scrittura morirà, perderà valore. Scrivere libri è per me come l’amore di una madre, e non s’è mai vista una mamma che vuol essere chiamata lavoratrice per amare i suoi figli.Io sono un fifone, non credere, ed è per questo che scrivo: perché nel farlo trovo l’unico coraggio che possiedo, quello di affrontarmi; e se c’è una cosa di cui mai ho avuto paura, questa è sicuramente l’affrontare me stesso. Uno scrittore vive mille vite differenti, entra ed esce da mille corpi estranei, si corica supino su destini che non gli appartengono per scoprire e capire come si vede il cielo da prospettive che altrimenti non potrebbe permettersi. Il mio “fuoco sacro” non è altro che una passione sfrenata per quei paesaggi splendidi che si trovano dentro ognuno di noi, è lì che mi affaccio per “dipingere”.
C.M.:-Se un giovane volesse intraprendere il tuo stesso percorso di scrittore, cosa gli consiglieresti?
M.G.:- Partendo dal presupposto che non mi sento in grado di dare consigli ad un ragazzo, l’unica cosa che posso fare è dire quello che dico spesso a me: Marco, quando si scrive e si è alle prime armi,l’errore più grande che tu possa fare è quello di voler scrivere qualcosa di “superiore”, che smuova le coscienze, che influenzi le masse, e che ci elevi al di sopra di ogni cosa; la gente non vuole imparare a vivere, vuole solo essere capita e quindi sentirsi meno sola e incompresa.Se un giovane volesse intraprendere il mio stesso percorso gli direi di non smettere mai di avere fiducia nel mondo e nelle persone, che è meglio essere un uomo ingenuo che un pollo presuntuoso e pieno di sé che sentenzia su tutti e su tutto, gli direi di conservare con cura la sua ingenuità, gli direi insomma tutto l’opposto di quello che gli altri mi hanno sempre detto. Lei per me non è affatto un difetto come molti vogliono farci credere. Se proprio dovessi etichettarla direi tutt’al più che è un pregio, poiché l’ingenuità altro non è che una fiducia smisurata nei confronti del mondo. Andrebbe preservata, protetta, salvaguardata, non ci si dovrebbe mai “svegliare” troppo, perché è quando la si perde del tutto che ci trasformiamo, come per incanto, da uomini a polli. Per non perderla bisogna avere il coraggio e la forza di ascoltare.Un ragazzo, dovrebbe affacciarsi in punta di piedi per consolare qualcuno che “dorme” e non per svegliarlo da non si sa che cosa; quando si vuol guarire dalla vita va solo a finire che ci si ammala il doppio, e quindi? A che sarebbe servito allora scrivere?
C.M.:-In attesa che mi arrivi il pacco con il tuo libro,che sai benissimo quanto sia curioso di leggere, ci parleresti di “Nella terra del sole che sboccia”? Che libro è? Che sensazioni ti ha dato scriverlo e quali emozioni speri di suscitare?
M.G.:- C’è una cosa che devo fare prima di parlarti di questo romanzo, ovvero ringraziare due splendide persone: Anna Squatrito e Ivo Tiberio Ginevra. Senza di loro io e te non saremmo qui a parlare di questo oggi, quindi devi concedermi questo spazio, loro hanno permesso tutto ciò ed io non mi stancherò mai di ringraziarli anche in futuro, poiché un buon libro – anche se strano – può essere apprezzato da chiunque, ma solo un grande editore (in questo caso due) può trovare il coraggio di pubblicarlo. Questo è un libro che può essere letto da chiunque, ma che può essere apprezzato solo da chi non è cresciuto troppo. Le persone che dentro di sé hanno dei rimasugli di fanciullezza, potranno essere più propense ad apprezzarlo; questa non è una legge né una certezza, solo una sensazione. Leggendo il libro noterai come la scrittura scivola e si ingarbuglia in tanti stili differenti e muta di volta in volta. Diventa cupa, poi allegra, poi romantica, a tratti demenziale, delle volte riflessiva, e così via, perché ho cercato di fare in modo che fosse il più vicino possibile alla realtà. Noi siamo“succubi” di un’infinità di emozioni differenti durante anche una singola giornata, che condizionano ed alternano il nostro stato d’animo, a volte da un momento all’altro, influenzando anche il nostro modo di reagire ad esse, ma molto spesso senza neanche rendercene conto. Se io provassi a descrivere la mia giornata di ieri, ad esempio, sarei probabilmente piatto nella descrizione, perché non mi sono soffermato con attenzione a tutto quello che mi è capitato laddove gli occhi non arrivano a guardare. Il libro è attento e vigile a queste sfumature, alcuni lo potranno adorare, altri no, ma è questo l’aspetto più divertente. Quando l’ho scritto per la prima volta, avevo poco più di vent’anni e non avevo assolutamente la maturità letteraria idonea a scrivere un romanzo, e quando parlo di maturità letteraria intendo che la mia penna non era abbastanza ferma. In quattro\cinque anni il mio lavoro si è incentrato su questo. La storia non si è mossa, perché era già ben salda, ma la mia penna – per usare un termine poetico – non si era ancora “addomesticata”. E solo una volta conclusi questi quattro anni, ho imparato ad addomesticarla, e mi sono da subito reso conto che se lo avessi ricominciato da capo sarebbe potuto diventare ancora migliore, ma mi sono conservato per un prossimo. Il protagonista stesso, in origine era sbagliato, era sbagliato perché non commetteva errori, non si contraddiceva, era tutto troppo troppo “romanzato”, cosa che per me, quando si tratta di personaggi, è un brutto difetto. Perciò ho voluto farlo un po’ più incoerente come tutti, perché è una persona reale e deve agire nella realtà. Se ci pensi ci sentiamo tutti perfetti, ma se ci vediamo da fuori non lo siamo affatto, ed è esattamente questo che volevo, che i lettori lo notassero e apprezzassero i loro difetti. Il sole che sboccia è una metafora per dire che anche quando ci sentiamo derubati di tutto siamo in grado di ricominciare a vivere.
C.M.:-Ci puoi dire qualcosa della tua scrittura? Che cosa dobbiamo aspettarci in futuro?
M.G.:- Io credo che per provare a fare della buona letteratura, bisogna avere il coraggio di andarle anche un po’ contro. La mia scrittura si impegna in questo senso, cerca di avere un’identità sua e distante dalle norme comuni, ed è anche un rischio poiché può incappare in delle incomprensioni. È a volte frammentata, ma mantiene sempre un filone di “semplicità e purezza” per così dire, non è condita da chissà quali paroloni o sillogismi, la mia scrittura è una finestra che mostra le cose in maniera differente e stop.Una volta chiesi a Tim Willocks di rispondere ad un dubbio che mi assillava pesantemente, ovvero come si fa a non sprecare il tempo del lettore e quindi a scrivere qualcosa di valido, lui mi rispose che “nessun libro valido è mai stato scritto per un pubblico” ed aveva ragione. Mi aveva disarmato di qualsiasi insicurezza in questo senso, ed ho continuato per la mia strada, se possa essere definita valida o meno non lo so, ma fatto sta che non ho più paura di percorrerla. In futuro? Quando mi chiedono “tu sei cambiato?” di solito rispondo “io non cambio mai, al massimo miglioro, o per lo meno ci provo” ed in futuro la mia scrittura sarà vittima della stessa sorte, cercherò di migliorarla sempre più senza cambiarla, senza adattarla, è il mio modo segreto che uso per abbracciare gli altri, e più la mia scrittura cresce, più le mie braccia si fanno lunghe e più persone sarò in grado di abbracciare. Sto scrivendo un nuovo romanzo, potrei dirti tutto, ma non ti dirò nulla, io sono fatto così, parlo solo alla fine.
C.M.:- Ti ringrazio per la chiacchierata, sicuro che avrò ancora l’onore di ospitarti su queste pagine. Concludiamo come al solito, dimmi un libro, un film, una canzone che hanno un ruolo importante nella tua formazione.
M.G.:- Grazie a te, Candido, è stato un vero piacere parlare con te e rispondere alle tue domande, spero di ritornare a farti visita un giorno, e mi auguro di non averti annoiato troppo. I libri, le canzoni o i film, sono difficili da scegliere, ma ti dirò quelli che mi sono rimasti più impressi, o quelli che sento di voler citare in questo preciso momento, perché riesco a rivedermi meglio in loro. Il libro in questione si chiama “Una parte del tutto” di Steve Toltz, un romanzo impregnato di bellezza. Come film scelgo “Eternal sunshine of the spotless mind”, non credo abbia bisogno di presentazioni. E come canzone scelgo “Non dovrei essere qui” di Mecna, che in questo preciso momento sto ascoltando visto che riesce a comunicare le stesse sensazioni che provo io, riportate però non nell’ambiente hip hop, ma in quello letterario in cui mi sento, per certi versi, “fuori posto”.

martedì 28 marzo 2017

Marco Gregò: Nella terra del sole che sboccia. Recensione

Che dire? E' proprio bello. La cosa più bella è che è pieno di emozioni, di pensieri che leggi e poi vuoi rileggere tanto senti che vengono da un vissuto vero, da una crescita emotiva che forse non è stata semplice ma che è stata piena di riflessioni e di consapevolezza. Uno di quei libri che hai voglia di leggere con la matita in mano perchè vuoi essere certa di poter ritrovare ciò che ti ha colpito. Un libro che parla di libri, di letture appassionate, di autori amati, di ore trascorse a parlare, di amicizia, di amore, di amore per i libri e la scrittura. Quella scrittura che nasce dal bisogno di tirare fuori, che ti aiuta a conoscere te stesso e a raccontarti in modo vero.
Un libro complesso, a più voci che si alternano. Non è un libro di cui si racconta facilmente la trama, perchè la trama, seppure c'è, è secondaria. Ci sono due cani randagi, Grigio e Oliver. Il primo, anziano, racconta una storia al cucciolo, gli racconta di Albatro, del suo amore per Julie, e c'è Friedrich Nietzsche... e c'è questo sole che non si decide a sbocciare... e c'è una bellissima poesia... e cosa altro c'è lo scoprirete leggendolo.
E poi ci sono le illustrazioni, ad aprire molti capitoli, ad arricchirli, che accompagnano perfettamente le emozioni delle parole, e vanno guardate con calma, vanno lette... perchè sono tanto belle!
Un libro che invito a leggere... e non perché sono di parte. Un libro che dovrebbero leggere anche tutti coloro che senza conoscere pontificano sui giovani...

Donatella Caione
Matildaeditrice.it

Marco Gregò: Nella terra del sole che sboccia

"Ho perso il conto di tutte le poesie che intanto scrivevo a Julie. Alcune divertenti per farla ridere, altre più malinconiche per farla tornare. Lei ogni tanto metteva in ridicolo la letteratura stessa dicendo che avevo talento e che ero un poeta. Ma io ridevo, ridevo a crepapelle e le dicevo di non chiamarmi più così. I veri poeti erano quelli che non avevano la più pallida idea di cosa fosse la poesia, mentre io ero fin troppo consapevole che la poesia era lei. Ma era così dolce che non le dissi mai nulla...." - Albatro
 
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venerdì 24 marzo 2017

Marco Gregò: Nella terra del sole che sboccia. Recensione su Amazon

‘’Nella terra del sole che sboccia’’ è un ottovolante di emozioni: gioia, tristezza, sorpresa, attesa, rabbia e paura vi terranno compagnia lungo il viaggio. L’autore, Marco Gregò, riesce a far vivere i suoi personaggi e a renderli umani e queste sono qualità che solo i grandi hanno. Le loro vicende sono intrecciate in una trama mai scontata, con un finale che chiude un cerchio perfetto.
E’ un libro con una prosa scorrevole e ben scritta, che riesce ad essere leggero senza diventare banale e, allo stesso tempo, profondo senza diventare pesante.
Non ha la pretesa di essere un capolavoro ma durante la sua lettura chiederà solamente di entrare nel vostro cuore. Fatevi un favore: aprite la porta.
 
Marco Gregò: Nella terra del sole che sboccia.
Pagine 230 - Prezzo di copertina € 17,50 - Sconto 15%
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Luigi Natoli: Guida di Palermo e suoi dintorni 1891

In occasione dell'Esposizione Nazionale tenutasi a Palermo nel 1891, Luigi Natoli scriveva una guida della città capoluogo di Sicilia. Il libretto era stato concepito in funzione dei tanti visitatori che l'evento avrebbe portato a Palermo con l'intenzione di accogliere i viaggiatori fin dal loro arrivo in città, fornendo tutte le "indicazioni utili" per il soggiorno, già dalle prime pagine, a iniziare per l'appunto dagli alberghi, e poi di seguito i caffè, le trattorie, i mezzi di trasporto, dentisti, farmacie e tanto altro, senza trascurare nulla, latrine comprese.
Ma il grande Luigi Natoli non poteva far a meno di guidare i visitatori nella sua adorata Palermo, con l'immenso amore da sempre riservato a questa città. Descriveva, infatti, la storia millenaria, la complessa topografia e tutte le meraviglie artistiche e architettoniche con smisurata cultura, ricchezza di particolari e rigore narrativo, non senza polemiche ove era giusto farle.
 
Il volume è disponibile presso tutti i siti di vendita online, su Amazon, al catalogo prodotti della casa editrice e a Palermo nelle librerie indicate nel sito www.ibuonicuginieditori.it
Prezzo di copertina € 19,00 - Sconto 15%
Copertina di Niccolò Pizzorno

mercoledì 22 marzo 2017

Marco Gregò: Nella terra del sole che sboccia. Recensione pubblicata su Amazon il 21/03/2017

Prima di iniziare a parlarvi del romanzo premetto che questa è la prima volta che recensisco, su Amazon avrò acquistato più di una dozzina di libri ma non mi sono mai trovata a recensire poiché si trattava di classici letterari o comunque di romanzi che nutrivano una certa fama.
"Nella terra del sole che sboccia" invece, è fresco di stampa, si tratta dell'opera prima di un giovane scrittore ed è, posso dirlo tranquillamente, una grande opera. Penso che le librerie abbiano bisogno di romanzi così ricchi di poetica, di infinita cura verso i protagonisti che non sono altro che "i sentimenti che muovono il mondo" e con un tocco di audace spregiudicatezza.
Parliamo di un romanzo giovane ma carico di maturità, una maturità quasi inconsapevole e non forzatamente ricercata della quale ci si rende conto pagina dopo pagina. Marco Gregò trasporta su carta gran parte della sua conoscenza letteraria. Credo, ci sia un pizzico di ogni autore che l'ha formato, che l'ha cresciuto e reso lo scrittore capace che ora effettivamente è. Questo romanzo è un viaggio attraverso quelle emozioni che tutti almeno una volta hanno provato. È una poesia di duecento pagine e poco più da leggere tutta d'un fiato.
 
Marco Gregò: Nella terra del sole che sboccia.
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Maria Luisa Lamanna: Gemelli sui rami

Sono momentaneamente felice.
Ho sequestrato
un'ora che non conosco
vibrando
un ostinato linguaggio
e rivoli di acque contrarie.
Dentro un fuso orario nudo
infiltro limpidissimi ostacoli
e non mi somiglio più.
Due alberi,
gemelli sui rami
ingoiano la nostra aria.
Un bianco senza colpe
non ci rifiuta.

Maria Luisa Lamanna: Una notte e l'altra.
Prezzo di copertina € 12,00 - Sconto 15%
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venerdì 17 marzo 2017

Recensione su Amazon al libro: Nella terra del sole che sboccia di Marco Gregò

Leggere questo libro è stata una esperienza memorabile.La scrittura è vivace ma ricercata,piena di sillogismi e metafore divertenti ed originali. Mi ha toccato nel profondo,mi ha commossa e poi fatta sorridere per cose che accadono almeno una volta nella vita di ognuno di noi. Mi ha ricordato quanto sia importante amare e quanto sia anche difficile mantenere vivo tale sentimento.,ma soprattutto mi ha catapultata in un mondo magico dove l'amore e la bontà sono il perno principale attorno al quale si dispongono tutte le vicende narrate (utente: Leggerezza e umanità).
 
Marco Gregò: Nella terra del sole che sboccia.
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Recensione su Amazon al libro "Nella terra del sole che sboccia" di Marco Gregò

Leggere "Nella terra del sole che sboccia" significa accettare di lasciarti investire da uno stormo di emozioni, trovandoti costretto a spiegare ali che neanche immaginavi di avere e seguirlo nel suo volo. Significa arrendersi alla potenza di parole che spalancano la porta di te stesso e ti spingono lungo sentieri interiori che, per pigrizia o timore, raramente ti azzardi a percorrere; ma lo fanno... comunque con tenerezza, guidandoti per mano negli abissi della tua stessa umanità e rivelandoti che scendere, in fondo, è anche salire e che maggiore sarà la profondità raggiunta nel viaggio, più alta la vetta dalla quale abbraccerai il sole che, alla fine, sboccia.
Il tutto con uno stile agile, fresco, scorrevole, diretto. Del resto, non servono paroloni, squilli di tromba e sfoggi di sapere per raccontare l' amore, la tristezza, la felicità, l'umanità: non c'è niente di meglio di una carezza, capace di confortare una dolce malinconia, asciugare le lacrime, far sorgere la speranza e invitare al sorriso. La stessa carezza con cui Marco Gregò e il suo romanzo sono in grado di sfiorare il nostro cuore, lasciandovi un' impronta che ne renderà sempre vivo il tocco, anche una volta finito il libro e riposto sullo scaffale della propria libreria. Accanto alle opere dei grandi, magari, ché non sfigura affatto, credetemi. (Utente: Rosy Ferracane)
 
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martedì 14 marzo 2017

Concorso Letterario Thriller Café – prima edizione. A cura di Giuseppe Pastore in collaborazione con I Buoni Cugini Editori

A breve Thriller Café compirà 10 anni di vita, e per festeggiare abbiamo deciso di lanciare un concorso letterario con l’obiettivo di selezionare dei racconti da includere nella prima raccolta edita a cura del sito.
E’ un progetto importante per noi e in questi mesi abbiamo preparato il terreno per arrivare oggi a dare questo annuncio confidenti che l’iniziativa saprà accendere non solo gli scrittori esordienti, emergenti, o anche già affermati, ma anche i lettori a cui porteremo un prodotto editoriale in linea con gli alti standard del sito e con le aspettative di chi abitualmente visita le nostre pagine.
L’invito che rivolgiamo a quanti si dilettano a scrivere, e in particolare sono amanti del giallo e del thriller, è quindi quello di cimentarsi in questa nostra selezione e provare a mettersi in luce in un contesto riconosciuto e stimato.
Pensiamo ci siano almeno 10 buoni motivi per non lasciarsi scappare questa occasione, ovvero:
  1. I migliori racconti verranno pubblicati in antologia cartacea con regolare ISBN.
  2. Gli autori dei racconti più belli saranno intervistati su ThrillerCafe.it.
  3. Una selezione di autori sarà anche intervistata su altri siti partner del concorso.
  4. L’autore del racconto migliore avrà spazio su ThrillerCafe.it per un mese.
  5. La super-giuria del concorso sarà composta da Romano De Marco, Marilù Oliva e Piergiorgio Pulixi: tre autori eccezionali che non hanno certo bisogno di presentazioni.
  6. Romano De Marco firmerà la prefazione alla raccolta.
  7. Piergiorgio Pulixi contribuirà con un proprio racconto.
  8. Tutti i partecipanti, a loro discrezione, potranno scegliere di inserire la propria biografia nella pagina appositamente dedicata su ThrillerCafe.it
  9. Uno stralcio del miglior racconto ambientato nel Thriller Café sarà scelto per essere inserito nella nostra pagina dei Contatti.
Se questo aggiungiamo il fatto che ThrillerCafe.it colleziona ogni mese oltre 125.000 pagine viste, pensiamo di poter affermare a buon diritto che l’iniziativa, gli autori coinvolti e la raccolta edita avranno sicuramente un’ampia visibilità.
Vi abbiamo convinti? Leggete allora il bando e fateci avere le vostre opere.
Buona scrittura a tutti, e appuntamento coi vincitori qui al Thriller Café per brindare al successo!

BANDO

ThrillerCafe.it, in collaborazione con I buoni cugini editori, bandisce la prima edizione del Concorso Letterario Thriller Café per racconti di genere giallo, thriller, noir in lingua italiana.
Partecipazione
Possono partecipare al concorso cittadini italiani, europei, extraeuropei, senza limiti di età. La partecipazione al concorso non dà diritto a premi in denaro.
Le spese di segreteria ammontano a 15€. Non sono ammessi alla partecipazione quanti abbiano pubblicato almeno 5 articoli nel corso del 2016 su Thrillercafe.it.
Requisiti dei racconti
La lunghezza del racconto non dovrà superare le 20.000 battute spazi inclusi. Il racconto dovrà essere inedito sia in forma cartacea che digitale e non premiato in altri concorsi. L’autore deve essere proprietario unico dei diritti di sfruttamento economico delle opere inviate.
Presentazione dei racconti
I racconti dovranno pervenire in formato digitale entro e non oltre la mezzanotte del giorno 28 giugno 2017 via e-mail all’indirizzo concorso@thrillercafe.it. Il soggetto dell’email dovrà essere “Partecipazione al concorso Thriller Café – ed. 2017“. I racconti non dovranno riportare al loro interno nessuna indicazione dell’autore. La segreteria del concorso si farà garante della consegna degli scritti ai giurati in forma anonima.
I dati completi dell’autore (Nome, Cognome, indirizzo di residenza, codice fiscale) saranno riportati all’interno del corpo dell’email, assieme alla ricevuta di pagamento e alla dicitura tassativa “Autorizzo il trattamento dei miei dati personali in base art. 13 del D. Lgs. 196/2003, ai fini del concorso letterario Thriller Café – ed. 2017 e per l’invio dei bandi delle edizioni successive e la comunicazione di altre iniziative da parte di Thrillercafe.it”.
Il formato del documento dovrà essere di tipo .doc, .docx, .rtf, .odf.
Unitamente ai racconti, ove desiderato, potrà essere inviata all’organizzazione una breve biografia dell’autore, di lunghezza inferiore a 150 parole. La biografia sarà pubblicata sul sito ThrillerCafe.it all’indirizzo web www.thrillercafe.it/concorso/2017/partecipanti.html.
La redazione si riserva l’insindacabile diritto di rifiutare biografie ritenute oscene o contrarie alla pubblica decenza. I racconti che non rispettino le caratteristiche o privi di dati richiesti saranno esclusi dal concorso, senza alcun obbligo di comunicazione da parte dell’organizzazione. Le spese di segreteria non verranno restituite .
Iscrizione al concorso
Le spese di segreteria, pari a 15€ possono essere versate in una delle seguenti modalità:
  • Paypal: l’indirizzo cui inviare il pagamento è giuseppepastore79@yahoo.it
  • Bonifico bancario:
    • Intestazione conto: Giuseppe Pastore
    • IBAN: IT26U0316901600CC0010277159
    • Causale: Partecipazione a concorso letterario ThrillerCafe.it di [Nome Autore]
Vincitori del concorso
I vincitori del concorso saranno avvisati via e-mail e comunicati su ThrillerCafe.it.
Una selezione di racconti ritenuti meritevoli a insindacabile giudizio della giuria sarà pubblicata in antologia cartacea a cura di ThrillerCafe.it edita da I Buoni Cugini Editore. L’autore del racconto vincitore avrà visibilità su ThrillerCafe.it per la durata di un mese.
Gli autori dei racconti ritenuti migliori dalla giuria saranno intervistati su ThrillerCafe.it e su altri siti partner del concorso comunicati in fase di pubblicazione dei risultati.
Uno stralcio del miglior racconto ambientato nel Thriller Café sarà scelto per essere inserito nella nostra pagina dei Contatti.
Diritti d’autore
Gli Autori, per il fatto stesso di partecipare al concorso Thriller Café, cedono a I buoni cugini editori (P.IVA 06477650821) il diritto a pubblicare le opere inviate, senza nulla dovere all’autore stesso, in pubblicazioni digitali o cartacee o per le iniziative promozionali collegate al concorso stesso. I diritti rimangono comunque di proprietà dei singoli Autori.
Giuria
L’operato della giuria è insindacabile. I racconti della 1a edizione del concorso Thriller Café saranno giudicati da una giuria di esperti composta dalla redazione di ThrillerCafe.it e dal comitato di redazione de I buoni cugini editori.
Il racconto vincitore sarà scelto, tra i migliori selezionati, dalla super-giuria composta da:
  • Romano De Marco (autore di thriller e noir per Il Giallo Mondadori, Fanucci, Feltrinelli. Il suo più recente romanzo è L’uomo di casa, Piemme, 2017),
  • Marilù Oliva (saggista e scrittrice, vincitrice del Premio Scerbanenco dei lettori. Il suo più recente romanzo è Questo libro non esiste, Elliot, 2016),
  • Piergiorgio Pulixi (scrittore, vincitore – tra gli altri – del Premio Fedeli. Il suo ultimo romanzo è Prima di dirti addio, Edizioni E/O, 2016)
Obblighi dell’autore
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Giuseppe Pastore

Benedetto Naselli: I Beati Paoli o La famiglia del giustiziato


Ho una di quelle coscienze, che sanguinano sotto il peso del rimorso... una di quelle coscienze che non s’indurano al vizio, perché hanno ancora la scintilla divina che le rivela la nefandezza di una cattiva azione... una di quelle coscienze infine, che nella estasi e nella sublimità del pentimento, può e sa metter tutto in chiaro per salvarsi l’anima.
Non isfidare più oltre l’ira di Dio!... le lagrime di quella innocente vedova saliranno al trono dell’Eterno!... le preghiere di quelli innocenti bambinelli saranno portate sulle ali dei cherubini... e tu sarai fulminato... ed io sarò lo strumento della divina vendetta!... Ma di un attimo non sarà né la mia, né la tua morte, te lo giuro... è troppo bello finire una vita piena di infamie colla furia del fulmine... è troppo bello!... ma per te... per me... ci vuole il sussulto di un giudizio... la crudezza di una condanna... l’agonia di una cappella ardente... l’imponenza di un patibolo... e l’avrai!
Matteo
 
Benedetto Naselli: I Beati Paoli o La famiglia del giustiziato.
Dramma teatrale in cinque atti.
Prezzo di copertina € 13,50 - Sconto 15%